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Banche: oltre 100 mila cittadini in ginocchio dopo il salvataggio delle banche

 Una situazione disperata, una vera e propria emergenza. Chiediamo con la massima urgenza un incontro al Governo

 ROMA – Diventano sempre più allarmanti le segnalazioni provenienti dai cittadini letteralmente depauperati dall’operazione di salvataggio di Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Pensionati che hanno perso i risparmi di tre generazioni e ora minacciano il suicidio, cittadini disperati ed esasperati che annunciano aggressioni verso dirigenti e dipendenti, per arrivare al colmo dei colmi: cittadini che hanno contratto il mutuo con tali banche e ora non solo hanno visto azzerarsi il proprio conto e i propri risparmi, ma vengono intimati dalla stessa banca a pagare le rate del muto pena il pignoramento.

Una situazione ai limiti dell’assurdo, che ha messo oltre 100 mila persone in ginocchio, privandoli dei risparmi di una vita. Non stiamo parlando di grandi azionisti e holding milionarie, ad essere stati travolti da questa operazione sono comuni cittadini, piccoli risparmiatori, che sono stati indotti ad acquistare prodotti a rischio elevatissimo in maniera del tutto inconsapevole, addirittura in alcuni casi convertendo i propri conti correnti in obbligazioni illiquide.

Il Governo deve intervenire immediatamente contro questa gravissima vicenda che sta assumendo i tratti di una vera e propria emergenza nazionale. Per questo chiediamo al Governo un incontro urgente per affrontare e risolvere questo problema, per far rispettare il sacrosanto diritto dei cittadini a rientrare in possesso dei propri averi.

Non vorremmo che questa fosse solo un’anticipazione di quello che succederà, dal 1 gennaio 2016, con l’entrata in vigore del famigerato bail-in, che addossa ai risparmiatori i crack degli istituti bancari.

Inoltre vorremmo discutere con il Governo come non sia più prorogabile un serio e determinato intervento per contrastare l’insopportabile mancanza di trasparenza nell’informazione ai clienti del settore bancario-finanziario.

È un problema che denunciamo da decenni. È la causa principale dei danni ai piccoli risparmiatori che, non a caso, abbiamo sempre definito “traditi”, da un sistema sempre intento a salvaguardare solo e unicamente i propri interessi. È ora di porre fine a questo comportamento truffaldino, che punta sulla disinformazione o sulla mancata competenza dei piccoli risparmiatori in materia finanziaria, per “rifilare” loro prodotti rischiosi e spesso in perdita. 

Ricordiamo, infine, che stiamo predisponendo una denuncia nei confronti di Banca d’Italia e Consob per omissione di controlli e vigilanza.

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