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Kimerafilm. Ex Dogana affollatissima per “Non essere cattivo”

Un ultimo saluto al compianto regista Claudio Caligari per festeggiare insieme a tutto il cast i 7 anni di attività della casa di produzione KimerafilmL’affluenza ha sorpreso gli stessi organizzatori. Valerio Mastrandrea: “Se ci sono bei film e gente che ci crede, il cinema italiano non morirà mai”

ROMA – Migliaia di persone e forse anche di più sono accorse all’Ex Dogana di Scalo San Lorenzo, per un ultimo saluto al compianto regista Claudio Caligari, in occasione della proiezione gratuita del suo ultimo film “Non essere cattivo”, per festeggiare insieme a tutto il cast i 7 anni di attività della casa di produzione Kimerafilm. 

Un’affluenza di siffatte proporzioni ha sorpreso anche gli organizzatori dell’evento, tra i quali anche Daniele Dezi, che aveva previsto all’in circa duecento posti in piedi e altrettanti seduti, per la proiezione e il dibattito che precedeva il party, con uno special dj set di Cristiano Balducci, autore della colonna sonora del film. 

Commenta Valerio Mastrandrea: “Se ci sono bei film e gente che ci crede, il cinema italiano non morirà mai”. In effetti, è stata una bella prova di fedeltà e amore per il cinema italiano di qualità, che ha spinto gli affezionati a stare in fila dalle sette di sera, in un serpentone umano che proseguiva fino a Santa Maria Maggiore, in attesa della proiezione, fissata per le 21.30. 

Giovani, giovanissimi e molte signore della “generazione Caligari”, in piedi o sedute dove capitava, per terra, sulle casse, tutti uniti dal rispetto per il mitico regista “cantore delle periferie”, che negli anni 70 iniziò spalla a spalla con Pier Paolo Pasolini, prima come suo aiuto regista, poi come documentarista della vita nelle borgate, tanto cara a entrambi. Prima di quest’ultimo film, uscito postumo a settembre 2015, soltanto altri due lungometraggi: “Amore tossico” nel 1983 e “L’odore della notte” nel 1998, incentrato su una banda di rapinatori delle periferie con Marco Giallini e Mastrandrea come protagonista. Quest’ultimo non solo adepto ma anche amico di Caligari, che tanto si è adoperato per raccogliere fondi per l’uscita di “Non essere cattivo”, scrivendo una lettera aperta anche a Martin Scorsese, per finanziare il film. Un impegno, ampliamente ricambiato dal seguito popolare del film, per molti “il vincitore morale” della kermesse veneziana.

Anche “Non essere cattivo” si incentra sul tema della droga, ma non più quella pesante di “Amore tossico”, ma “il cocco e le pasticche”, che spopolano nelle borgate di Ostia,  a metà degli anni Novanta. Ma in realtà, la vera protagonista di questo film non è la droga ma bensì l’amicizia autentica quella tra Cesare, un eccezionale Luca Marinelli e Giuliano, un bravissimo Alessandro Borghi.  E a Luca Marinelli in persona, chiediamo di raccontare com’è stato avere l’opportunità di essere diretti da un genio come Caligari. “E’ stato bellissimo fare questo film, quasi un’esperienza ultraterrena: poter vedere un uomo che sta morendo, ma realizza tutto questo per le altre persone”. E alla fine, non può mancare un ringraziamento al produttore e amico: “ Valerio Mastrandrea è una persona spettacolare e non smetterò mai di ringraziarlo per aver reso possibile tutto questo”.  

Un saluto a tutto il cast e poi festeggiamenti fino all’alba, sulle note di Cristiano Balducci, autore della soundtrack, dj per una notte, per tutti i fan del “buon cinema italiano” e in memoria del maestro “Claudio Caligari”.

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