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ROMA – Assurdo, per non dire di peggio. Dopo lo scandalo del dieselgate, l’Europarlamento non ha trovato di meglio da fare che dare il via libera a nuove norme più permissive sulle famigerate polveri sottili.

Così, mentre in Italia si mettono in atto gli anacronistici ed inutili blocchi al traffico, dall’Europa arriva un messaggio preciso: largo alle polveri sottili. L’europarlamento ha votato a strettissima maggioranza nella giornata del 3 febbraio l’approvazione di una modifica del regolamento che stabilisce il tetto delle emissioni di NOX, gli ossidi di azoto che sono precursori delle polveri sottili. La dose ammessa per legge è stata raddoppiata. Le auto potranno inquinare per gli NOx il 110% in più di quello che era stabilito prima del famigerato dieselgate!

Largo, quindi, alle polveri sottili, quelle che corrodono i nostri polmoni, quelle che fanno scattare la febbre da smog contro la quale ci limitiamo a prendere l’aspirina dei blocchi del traffico. 

Una volta scoppiato lo scandalo sono emersi i trucchi di serie, il fatto che i laboratori di omologazione dei nuovi modelli, finanziati dalle case automobilistiche, ricorrevano a ogni sorta di stratagemmi (gomme super gonfie, lubrificanti speciali, aerodinamica modificata) per far sì che dalle prove in questi ambienti ovattati, dalle caratteristiche lunari, emergessero dati ben lontani da quelli misurabili sulle strade terrestri. E naturalmente molto più confortanti.

Adesso che bisognava fare sul serio, con test veri che devono realmente dimostrare quanto inquina realmente ogni auto, guarda caso “cambiano le norme”. Il tetto si alza. Il regolamento europeo 715 del 2007 aveva stabilito che per i veicoli euro 6 il limite di emissione per gli ossidi di azoto (NOx) fosse di 80 milligrammi a chilometro. Il voto del Parlamento ha fatto passare la norma proposta dalla Commissione che alza i limiti per gli NOx del 110% nel periodo che va dal settembre 2017 al 31 dicembre 2018 e del 50% nel periodo successivo. Invece di respirare 80 milligrammi di NOX per ogni chilometro per ogni macchina in circolazione, l’anno prossimo ne respireremo 168.

Un provvedimento assurdo, che chiediamo di revocare immediatamente. Una volta tanto saremmo fieri se il nostro Paese decidesse si non recepire tale modifica e di distinguersi per una cultura dell’ambiente e della salute pubblica che, a quanto pare, nell’europarlamento ancora manca.

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