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ROMA – “Esodato” è la parola tristemente tragica che ha fatto precipitare migliaia di persone nella disperazione totale, grazie alla riforma pensionistica varata dal governo Monti. Perdita del lavoro, nessun reinserimento occupazionale e nessuna forma pensionistica

Insomma, peggio di così si muore.  Ma quanti sono gli esodati a tutt’oggi? Nessuno lo sa. L’onorevole Maria Luisa Gnecchi del Pd lo ha chiesto direttamente  al Ministro del lavoro con un’interrogazione depositata presso la Commissione Lavoro della Camera lo scorso 28 gennaio.

L’obiettivo della deputata dem è quello di individuare numericamente quei lavoratori inseriti in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011 che avrebbero maturato entro 24 o 36 mesi dal termine dell’indennità di mobilità i requisiti pensionistici. 

“Con l’atto di sindacato ispettivo n. 5-06265 – si legge nel testo dell’interrogazione – è stato richiesto al Ministero del lavoro quanti sono i lavoratori suddivisi per sesso,  inseriti in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa o non governativa entro il 31 dicembre 2011 e che matureranno i previgenti requisiti pensionistici entro due ovvero tre anni dalla fine del periodo di mobilità”.

In data 17 settembre 2015, il sottosegretario delegato aveva fornito la seguente risposta: «Per quanto concerne lo specifico quesito posto nel presente atto parlamentare rappresento che sono circa 158 mila i lavoratori interessati da accordi governativi, sottoscritti tra il 2008 ed il 2011, che prevedono la mobilità non oppositiva finalizzata al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Da ultimo rappresento che l’Inps, specificatamente interessato della questione, ha reso noto che sono in via di completamento le ulteriori analisi dei dati in possesso dell’istituto,peraltro particolarmente complesse e laboriose, al fine di fornire in maniera più dettagliata le informazioni richieste».

Eppure, ad oggi l’Inps non ha dato nessuna risposta su questa delicatissima situazione, nonostante le insistenze della Gnecchi che chiede l’individuazione di questa platea di soggetti, i quali attendono da troppo tempo di capire quale potrà essere il loro destino. 

Uno dei casi più eclatanti è quello che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori del comparto aereo, come quelli di Alitalia che dopo le vergognose promesse mancate, dopo anni di cassaintegrazione  e mobilità si sono risvegliati senza nessun futuro. Una battaglia che va avanti dal 2008 e che ha messo alla porta quasi 50mila persone a livello nazionale. 

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