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Stop animali nei circhi. Il Ddl Franceschini ne vieta l’utilizzo

Se passerà la legge non ci sarà più spazio, nei circhi italiani, per la triste visione di leoni, tigri, ed elefanti succubi di una frusta 

ROMA – Il disegno legge che porterà finalmente l’Italia in Europa, rispetto allo sfruttamento degli animali nei circhi, potrebbe essere il 2287 firmato dai ministri Franceschini e Padoan. Entro un anno, visti i tempi tecnici necessari, finalmente potrebbe terminare la triste vista di circhi e leoni costretti a saltare allo schiocco di una frusta, di elefanti torturati con i pungoli per stare su una zampa sola, di scimmie ammaestrate e ridicolizzate con gonnelline e rossetti; di cavalli costretti a girare in tondo una, cento, mille volte. E soprattutto potrebbero terminare le sovvenzioni statali ai circhi che propongono questi spettacoli sfruttando gli animali, prigionieri a vita per il divertimento di pochissimi umani che ancora trovano spassoso il loro sfruttamento. 

E’ infatti ormai ufficiale che il disegno di legge, approvato in Consiglio dei Ministri e ora all’approvazione del Senato, prevede “la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi specificamente  finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse”.  Un passaggio dovuto, oltre che molto atteso, che finalmente porta l’Italia al passo dei 21 paesi europei che hanno già introdotti divieti per l’utilizzo di animali nei circhi.

Alcuni di essi, come Cipro, Grecia e Malta, hanno scelto per un divieto totale. Altri, come Paesi Bassi, Norvegia e Belgio, limitatamente alle specie selvatiche. 

In molti salutano molto positivamente la proposta di legge. Ad esempio la LAV: “Non possiamo che applaudire questa scelta del Ministro Franceschini che finalmente consente di riallineare l’Italia con la maggioranza dei Paesi Europei che hanno già emanato divieti totali o parziali di utilizzo degli animali nei circhi, allineandosi ad una concezione di spettacolo e di rispetto degli animali più al passo con la sensibilità collettiva” dichiara l’associazione animalista, che aggiunge:  “La società continua a cambiare, a evolvere e con essa la visione dello sfruttamento degli animali utilizzati, in particolar modo di quelli utilizzati a fini di spettacolo. Nel 1968, quando in Italia fu emanata la normativa attualmente in vigore in tema di circhi, l’Italia riteneva che questi spettacoli avessero una funzione sociale, mentre oggi il 71,4% degli Italiani, secondo l’ultimo rapporto Eurispes, è fermamente contraria allo sfruttamento degli animali nei circhi. Ci auguriamo che anche il mondo del Circo possa cogliere questa storica occasione e che questo Disegno di legge possa essere un’opportunità di riconversione dei Circhi con animali”. 

La battaglia, che ancora evidentemente non è conclusa, non è stata breve. Un lungo e inarrestabile processo di consapevolezza rispetto all’ormai anacronistico e inutile uso degli animali, che è andato negli anni di pari passo con la presa di coscienza dell’inutilità anche da un punto di vista scientifico di questa degradante tradizione. Così come aveva perfettamente sintetizzato la Federazione Europa dei Veterinari che, nel 2015, aveva dichiarato: “L’uso di mammiferi esotici, specialmente elefanti e grandi felini (leoni e tigri), nei circhi riflette una visione tradizionale, ma obsoleta, degli animali selvatici. Questi animali hanno lo stesso patrimonio genetico dei loro simili che vivono in natura, e mantengono perciò gli stessi comportamenti istintivi e bisogni naturali” che “non possono essere soddisfatti in un circo itinerante; soprattutto in termini di alloggi e di rispetto alla possibilità di esprimere comportamenti normali” e raccomanda pertanto a “tutte le autorità Europee competenti di proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”,  precisando poi come non ci sia “alcun beneficio di carattere di conservazione, ricerca o educazione che possa giustificare l’uso di animali esotici nei circhi”.

Senza considerare l’impatto diseducativo sui bambini e sulle nuove generazioni che, nell’era di Internet, di U tube e della comunicazione immediata, non hanno certo bisogno di entrare in contatto con specie animali palesemente estranee al contesto in cui vengono esposte, umiliate e costrette a rituali di asservimento all’uomo impensabili in paesi civili. 

Una scelta etica, prima di tutto, che mette sullo stesso piano il rispetto dell’animale come essere senziente e la salvaguardia della natura in tutti i suoi aspetti, che non poteva essere più rimandata e nel cui senso va il disegno di legge appena presentato. 

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