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ROMA – Sulle obbligazioni subordinate, Vegas non fa che ripetere la favola che già ha raccontato in televisione.

E’ vero che  a dicembre 2014 la Consob ha emesso una comunicazione sui prodotti complessi, vietandone la  distribuzione ai risparmiatori retail, ma non è vero che tale comunicazione “riguardava anche le obbligazioni complesse”, almeno non in modo palese.  Infatti, mentre l’ESMA (Autorità europea) li indicava espressamente le obbligazioni subordinate come un esempio  di prodotto complesso, la Comunicazione Consob, nemmeno li nomina: non li esclude ma non li nomina, con buona pace delle decine di migliaia di risparmiatori che li avevano sottoscritti. Ma questa non è di certo l’unica colpa di Vegas. Sarebbe dovuto risalire all’agosto 2013, quando fu emessa la Comunicazione sul settore bancario  della Commissione Europea che rese palesi i rischi connessi all’entrata in vigore del bail-in. Perché la Consob non si era attivata già da allora, dato il cambio normativo retroattivo che si prefigurava, per far sì che coloro che avevano emesso obbligazioni subordinate, fossero informati attraverso un supplemento del Prospetto?  Purtroppo Vegas non fece nulla di tutto ciò e oggi ha omesso di spiegarne i motivi. La Magistratura sta accertando che Banca Etruria ha collocato le obbligazioni subordinate truffando i risparmiatori che venivano profilati strumentalmente come “professionali”. Ma che ci sia stata una truffa non è circostanza che possa essere usata da Vegas per autoassolversi: questa truffa avrebbe potuto e dovuto essere accertata dagli ispettori di Vegas. Come si fa a sostenere che la Consob ha fatto tutto ciò che era in suo potere se i risparmiatori sono stati truffati?

Quante ispezioni sono state fatte nelle quattro banche fallite? In ogni caso, un punto resta centrale, se come dice Vegas, “troppa informazione fa male” ed è necessario fornire ai risparmiatori informazioni chiare e sintetiche, perché con la sua presidenza sono stati eliminati dai prospetti informativi gli scenari probabilistici? L’Europa non li impone ma allo stesso tempo non li vieta! Gli scenari di probabilità come quelli che sono stati resi pubblici dagli organi d’informazione su un’obbligazione subordinata Etruria potevano (e dovevano) essere richieste dalla Consob. Ma Vegas non l’ha fatto! Sembra che le tre striminzite paginette del key information document (KID) in arrivo dall’Europa  risolveranno tutti i problemi al risparmiatore. Ne dubitiamo, visto che non dicono ai risparmiatori l’unica informazione che potrebbe essere loro utile: ovvero quanto rischiano di perdere e con quale probabilità. Gli “scenari di performance” del KID europeo così non servono a niente: sono solo esempi scelti dalla banca, magari “ad hoc” che danno l’illusione di conoscere il proprio investimento. Da troppa informazione a “zero informazione”. Ecco cos’è il provvedimento che Vegas considera la panacea di tutti i mali. Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, invece di auto assolvere se stesso e la commissione, cominci a chiedere scusa alle vittime del salva banche, 130.000 famiglie espropriate dal decreto del Governo del 22 novembre 2015 (CariChieti, CariFerrara, Banca Marche, Banca Etruria),  ed ai 118.000 azionisti azzerati della Banca Popolare di Vicenza, il cui valore è passato da 62,50 euro a 10 centesimi, nell’ultimo (finora) crac assistito della Banca Popolare di Vicenza.

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