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Medicina. Fibromialgia, questa sconosciuta

Giornata Mondiale della Fibromialgia e in Italia sono circa 2-3 milioni le persone che ne soffrono. Una patologia invalidante e cronica che il Sistema Sanitario Nazionale ancora non riconosce

ROMA – Si chiama Fibromialgia ed è una malattia quasi sconosciuta che riguarda l’apparato muscolo-scheletrico. Chi ne è colpito soffre di dolori e stanchezza muscolare tali da non riuscire a vivere normalmente. In Italia sono circa 2-3 milioni le persone che ne soffrono.

Ciononostante, non è una malattia riconosciuta come invalidante e cronica e così insorgono spesso gravi problemi sociali o lavorativi.
La fibromialgia è invece una sindrome da sensibilizzazione del sistema nervoso centrale ed è caratterizzata dalla disfunzione della percezione, trasmissione e processazione del dolore, con prevalenza a livello dell’apparato muscolo-scheletrico. E’ quindi una patologia molto seria con alterazioni a livello del sistema nervoso centrale. Per questo motivo gli antinfiammatori e gli antidolorifici non agiscono efficacemente.
Chi ne è affetto si batte perché questa patologia e i suoi effetti siano riconosciuti. Oltre al dolore muscolo-scheletrico diffuso, i pazienti lamentano numerosi sintomi, i più frequenti dei quali i disturbi del sonno, astenia, colon irritabile e vari problemi neuropsicologici tra cui l’ansia, la depressione reattiva alle limitazioni e le disfunzioni cognitive.
La diagnosi può essere formulata sia con i vecchi criteri classificati del 1990, che richiedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso da almeno 3 mesi e la positività di almeno 11 trigger point sui 18 previsti, ma anche attraverso i più recenti criteri diagnostici, formulati nel 2010, in cui oltre al dolore cronico diffuso viene attribuita anche molta importanza ai sintomi extra-scheletrici.
Per gli esperti, per affrontarla correttamente, c’è bisogno di un programma terapeutico multimodale che comprenda l’utilizzo di farmaci, il ricondizionamento fisico e le diverse strategie operative che fanno parte della terapia cognitivo comportamentale. 
Queste attualmente rappresentano i gold standard della terapia per la fibromialgia. Ma c’è ancora molto da fare: il problema enorme per le persone colpite da fibromialgia è la mancanza di cure ben definite per migliorare e tanti malati sono spesso confusi e si autogestiscono. Così il lavoro e la vita quotidiana per loro sono altamente compromessi soprattutto nella fase acuta. Il Ministero della Sanità ha risposto alle associazioni in modo speranzoso e che sicuramente approfondirà l’argomento, un piccolo traguardo. Bisogna però lavorare ancora molto perché la Sindrome Fibromialgica sia riconosciuta dal S.S.N come malattia cronica. Proviamo, quindi insieme a sensibilizzare le istituzioni, e in questo i social e la Rete possono essere un buon veicolo. 

Ringraziamo la Prof.ssa Manuela Di Franco

Link utili

http://www.policliniconews.it/personaggi/manuela-di-franco/

http://sindromefibromialgica.it/

#‎GiornataMondialedellaFibromialgia
#‎12maggio2016

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