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ROMA – Si parla sempre dei campioni famosi ma ci sono tanti campioncini che fanno sport al di fuori della giornata lavorativa con passione, impegno, determinazione, ottenendo anche eccellenti risultati ma spesso restano sconosciuti ai tanti.

Uno di questi è Gallone Antonio che corre per puro divertimento al di fuori dell’attività giornaliera lavorativa ma ottiene eccellenti performance nonstante sia entrato nei cinquant’anni. Di seguito leggiamo come si racconta.

Ho visto che sei andato fortissimo, oramai sei uno degli M50 più forti d’Italia, 1° di categoria alla maratona Internazionale di Roma, la più partecipata in Italia, che effetto ti fa? “Fa un bell’effetto arrivare primo di cat. M50 alla maratona di Roma, lo scorso anno come M45, mi gratifica molto!!!”

Qual’è il tuo segreto per essere ancora performante nonostante l’avanzare dell’ètà? “Non  ci sono segreti, c’è tanta passione e amore per la corsa, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed obiettivi. Vivo la corsa a 360°, curando tutte le componenti : alimentazione, allenamento, motivazioni, senza troppe restrizioni e con gioia.”

Quali sono state le tue sensazioni, emozioni, preoccupazioni, prima, durante e dopo la gara?
“Prima di una gara c’è sempre un po’ di emozione e di tensione, soprattutto se in ballo c’è un PB da fare o dei rivali di cat. Da battere, ma cerco di smorzarle scherzando con gli amici, durante la gara cerco di mantenere il ritmo prefissato cercando di correre quanto più rilassato possibile e  aumentare la velocità nel finale. Nel dopo gara si fanno i bilanci della prestazione, al di la del risultato, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, di non essere molto severo con me stesso, consapevole di aver dato il massimo e di portare comunque a casa l’ennesima bellissima esperienza che una gara, soprattutto una maratona può regalare.”

Prima, durante o dopo la gara ci sono stati momenti critici, dove hai pensato di rallentare, fermarti? “Non mi è mai capitato di fermarmi durante una gara, mi è capitato di rallentare soprattutto nella maratona nel finale, ma ho sempre trovato le motivazioni per non fermarmi e andare avanti, lo scorso anno per esempio nella maratona di Roma, pioggia e vento rendevano impossibile realizzare un risultato cronometrico importante, allora ho spostato l’attenzione sul piazzamento, ho fatto una gara un po’ sotto ritmo e cercato di superare quanti più atleti possibile nel finale, giungendo al 23° posto Assoluto e 1° M 45. Quest’anno alla maratona di Roma sono arrivato con meno lunghi e una velocità di soglia più bassa e complice le vacanze di Pasqua in Puglia, 1 kg in più, consapevole di ciò volevo godermela, ma purtroppo, quando metto il pettorale, non riesco a correre col freno a mano tirato, quindi anche quest’anno ho dato il massimo e non mi sono risparmiato.”

Quali sono ora i tuoi obiettivi? “Prossimi obiettivi, vorrei dedicarmi per un po’ a gare corte : 5km-3km-1.5km , per dare una svegliata alle gambe, poi in autunno ci sono i mondiali militari di maratona a Torino…vediamo se c’è la possibilità di potervi Partecipare, sarebbe un sogno.”

Antonio è uno che sa il fatto suo, è determinato nel perseguire i suoi obiettivi, sa come fare, chiede ai più esperti, si allena con i più forti.

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Non trovo grosse difficoltà, le uniche sono legate al tempo sottratto alla famiglia.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance? “Mia moglie dice che sono malato (ah ah ah) che penso solo alla corsa, gli amici con cui corro mi stimano (almeno cosi dicono).”

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Nel mio sport (corsa) l’ultimo allenamento test pregara mi da un grosso indizio sul valore della mia condizione.”

L’esperienza paga, Antonio si conosce bene, sa come può funzionare in gara in base a quello che ha raccolto durante i suoi allenamenti e così si testa prima della gara per capire quale può essere la sua andatura di crociera soprattutto in gare lunghe come la maratona dove i ritmi devono essere il più costante possibile per non svuotare i serbatoi di glicogeno.

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che soprattutto i giovani agonisti o i campioni abbiano bisogno di un ‘mental coach’ sia nella fase di preparazione, pre e soprattutto post gara.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Direi ai giovani di intraprendere questo sport, fatto di fatiche e poco remunerato, perché fortifica fisico e mente e li farà diventare degli uomini migliori, abituandoli al duro lavoro per perseguire i loro sogni in qualsiasi campo, studio, lavoro etc.”

 

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