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Cinema. Gabriella Giorgelli e il suo ritorno al grande schermo

L’attrice contesa dai migliori registi italiani

ROMA – Gabriella Giorgelli tornerà sul grande schermo con un film dal cast ancora top secret che racconta la storia di sua madre affetta dal disturbo bipolare, infatti, la lunga e sofferta esperienza, ha portato l’attrice ad allontanarsi dal cinema per curare la donna affetta da demenza precoce. Così la Giorgelli ha aderito al progetto del tutto autobiografico con un personaggio consapevole o meno della sua patologia maniaco depressiva che vive questa sintomatologia in maniera grottesca.

Ritorna, cosi, in scena l’attrice dagli “occhi più belli del cinema italiano”, un’artista attiva sin dagli anni ’60, quando fu obbligata a lasciare la finale di Miss Italia nell’edizione del 1961, perché minorenne. All’epoca tutti i giornali parlarono di lei perché “la bella fra le belle” dovette ritirarsi, dichiarandosi brutta e non all’altezza del concorso.

Gabriella Giorgelli comincia ad apparire in molte pellicole d’autore, infatti, viene notata su una copertina di una rivista dal regista Damiano Damiani che la convoca per affidarle un ruolo rilevante nel film “L’isola di Arturo” (1961) portandola al successo.  Nello stesso decennio viene scritturata da Bernardo Bertolucci per un ruolo ne “La commare secca” (1962); in seguito, sarà nei film “I fuorilegge del matrimonio” (1963) diretto da Valentino Orsini con i Fratelli Taviani, ne “I compagni” (1963) di Mario Monicelli e nel film collettivo di cinque episodi “Le più belle truffe del mondo” (1964). diretto da registi di fama internazionale come Claude Chabrol, Jean-Luc Godard, Ugo Gregoretti, Hiromichi Horikawa e Roman Polanski.

Dalla seconda metà degli anni sessanta in poi la sua carriera vira verso il b-movie di genere poliziottescospaghetti western e la commedia erotica all’italiana, con sporadiche apparizioni in film rilevanti come “La canaglia” (Voyou 1970) di Claude Lelouch, “L’Agnese va a morire” (1976) di Giuliano Montaldo, “La città delle donne” (1980) del grande Maestro del cinema italiano Federico Fellini e “Storia d’amore” (1986) di Francesco Maselli.

Nel 1997 sarà nel cast del film di genere horror “M.D.C. Maschera di cera” di Sergio Stivaletti e nel 1998 in “La rumbera” diretto da Piero Vivarelli.

Uno dei suoi ruoli più simpatici e che oggi ancora in molti ricordano è quello di Cinzia Bocconotti, fidanzata di Bombolo accanto a Tomas Milian nel film “Delitto sull’autostrada” (1982) diretto da Bruno Corbucci.

La carriera televisiva la vede interprete in sceneggiati quali “Lulù” (1986) diretta da Sandro Bolchi, “A che punto è la notte” (1994), sceneggiato tv tratto dall’omonimo romanzo di Fruttero e Lucentini, ultima opera diretta da Nanni Loy con interprete principale Marcello Mastroianni, “Casa Cecilia” (1999) di Vittorio De Sisti e “Anni ’60” (1999) di Carlo Vanzina.

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