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Venezia classici 73. “Manhattan” di Woody Allen (1979)

Venezia Classici –  Sala Giardino mercoledì 7 settembre ore 17,00

LIDO DI VENEZIA – I film di Woody Allen (81 anni il primo dicembre prossimo) sono zeppi di citazioni, frasi ad effetto, battute tanto che si potrebbe  recensirli  usando quelle che da sole spesso rendono perfettamente lo spirito del film. Questo accade perché Allen è prima scrittore e poi regista (solo in terza battuta è attore) e da fine umorista qual è non si trattiene da spararne una dopo l’altra. Vere o verosimili che siano, le sue battute sono spesso esilaranti.

Di Manhattan, il film che diresse nel 1979 con un cast quasi di sole donne (Diane Keaton, Meryl Streep, Mariel Hemingway, sorella di Margaux, Tisa Farrow, sorella di Mia) appena finito disse:” Non mi piace, non va distribuito, devo dire alla United Artist che rinuncino alla prima. Lo devono buttare, in cambio gliene girerò un altro gratis”. 

Nel film il protagonista Woody fa l’amore con una ragazza di diciassette anni: “E’ un problema perché la sera deve tornare a casa a fare i compiti”. Non in questo ma in un altro film Woody ha fatto dire al suo nevrotico personaggio:” Vado dallo psicanalista da dieci anni, ancora uno e poi vado a Lourdes”.  In un altro si definì “un grande amatore: mi sono esercitato molto da solo”. Si potrebbe andare avanti per ore. E il Woody Allen di Manhattan è proprio quello delle citazioni a sorpresa. 

La trama è aggrovigliata: amori difficili, amori impossibili, fughe in avanti, marce indietro improvvise sullo sfondo di una New York che è la vera protagonista. Ripresa in bianco e nero (“ci sono nato e cresciuto e l’ho vista sempre in bianco e nero” così il regista spiega la sua rinuncia al   colore) è la città nella quale il protagonista, uno scrittore televisivo, vive nevroticamente i passaggi sentimentali della sua movimentata e disordinata vita sessuale. La colonna sonora è straordinaria: fra l’altro riesuma George Gershwin in un passaggio azzeccatissimo.

L’intellettuale Allen, si sa, piace poco agli americani che gli preferiscono il cinema d’azione di Stallone e Schwarzenegger: per questo Manhattan, un film di grande valore, l’Oscar non lo ha nemmeno sfiorato. Ma a premiarlo in modo molto più raffinato hanno pensato l’American Film Institute, che lo messo fra i 100 migliori film-commedia, e la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti che lo ha voluto fra i film conservati nel suo prestigioso archivio. Dove Rambo non c’è davvero. 

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