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#WUDRome201al Parco Leonardo (Fiumicino) il 10 e 11 novembre 2016

Il World Usability Day è la Giornata Mondiale dell’Usabilità, nata nel 2005 come iniziativa della Usability Professionals’ Association per garantire che i servizi e i prodotti importanti per la vita umana siano di più facile accesso e più semplici da usare

ROMA – Ogni anno, il secondo giovedì del mese di novembre, sono più di 200 gli eventi organizzati in oltre 43 paesi di tutto il mondo per sensibilizzare la popolazione e formare i professionisti a proposito degli strumenti e delle problematiche centrali per la ricerca, lo sviluppo e la pratica di una buona usabilità, user experience e human centered design.

Rendere il mondo migliore è l’obiettivo dell’incontro tra sostenibilità e user experience design. Migliore per chi offre prodotti e servizi e per chi quei prodotti e quei servizi li usa. L’idea non è necessariamente creare qualcosa di nuovo, ma rendere inclusivo, accessibile e sostenibile ciò che c’è già partendo dalle esigenze delle persone a cui sono destinati. Come? Coinvolgendo e includendo nel processo creativo proprio i destinatari dei progetti. Significa partire da prodotti, servizi e spazi e renderli più efficienti, riusabili e sostenibili per migliorare l’esperienza delle persone e, quindi, la loro vita.

Nei due giorni del #WUDRome2016 si avvicenderanno talk, case study, workshop e pecha kucha, un racconto conciso con un preciso schema, quello del 20×20: 20 immagini/slide e 20 secondi di commento ciascuna, per un totale di 6 minuti e 40 secondi. Una comunicazione veloce, semplice, efficiente e, appunto, sostenibile. Sei minuti per spiegare, ad esempio, “#Design #Food #Time #Execution”.

“In ambito ambientale, economico e sociale, la sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello indefinitamente” afferma  Carlo Frinolli, CEO di nois3. In che modo? Mettendo al centro lo human-centered design come fa Frog Design, rappresentato da Roberta Tassi con il case study “For Us By Us: Community-Led Innovation”.

È la scelta di Rhizomatica che punta a estendere le comunicazioni mobili a due miliardi di persone escluse dalla rete cellulare, coinvolgendo le comunità locali. A Oaxaca, in Messico, un’intera area ora usa la rete cellulare che prima non aveva, pagando il 98% in meno del costo di mercato. Al #WUDRome2016, Giovanni Civardi racconterà il case study.

Succede anche con Liter of Light e la sua  lampada a energia solare nel Sud del Mondo coniugando digitale e cooperazione internazionale. Realizzata con ciò che si reperisce in loco, viene riadattata coinvolgendo i produttori del posto e diffondendo il know how. È l’argomento del pecha kucha di Lorenzo Giorgi, responsabile italiano del progetto.

In processi del genere è il designer la figura centrale su cui si concentrerà il talk di Paolo Di Cesare di Nativa LAB, il 10 mattina. “È in corso un cambio culturale storico – spiega -: usare il business come forza positiva per creare una società più giusta e inclusiva”. Di cosa parliamo dunque e, soprattutto, che strumenti usiamo? Lo spunto lo darà Dave King con il suo talk su “Attivare l’esperienza del cliente”, ovvero come capire quello che al cliente serve e che lui ancora non sa (tramite, ad esempio, tecniche illustrate in Gamestorming, libro fondamentale per progettare giocando).

Ma c’è anche lo strumento per eccellenza: come trasformare un’idea in un business plan, oggetto del workshop che Banca Etica terrà l’11. Una scelta non casuale, se si parla di inclusione e sostenibilità.

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