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Conferenza dei Servizi sul business park dello stadio della Roma. Comitati all’attacco

ROMA – Il programma del Movimento 5 Stelle e di Virginia Raggi delle ultime elezioni comunali sull’argomento Roma e cemento prevede:Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole”.

O dovremmo dire prevedeva? La stessa Virginia Raggi, secondo un recente comunicato stampa del Comitato No Cemento a Tor di Valle si era espressa con un: “Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni”.

A fronte delle dichiarazioni si possono registrare due elementi al momento in cui scriviamo: la delibera di pubblica utilità sullo stadio non è stata ritirata; non sono state individuate aree alternative.

Il comitato No Cemento a Tor di Valle, presente anche all’ultima riunione della Conferenza dei Servizi sullo stadio aveva chiesto il ritiro della delibera di pubblica utilità. Ma sembrerebbe che, proprio in sede di conferenza, sia iniziato il palleggio delle responsabilità tra Regione Lazio e Roma Capitale. Peraltro alcuni funzionari avrebbero evidenziato carenze documentali importanti rispetto a quanto presentato dalle società interessate al progetto. “Nessuna delle amministrazioni coinvolte”, secondo il comunicato del comitato, “ha il coraggio di affermare, come da noi richiesto ufficialmente, la decadenza del riconoscimento del cosiddetto interesse pubblico. Quel riconoscimento che”, prosegue il comunicato, “era stato così a cuore al PD nella precedente Giunta, con consiglieri e assessori annegati nelle paludi di Mafia Capitale”.

Allo stato attuale sembrerebbe che la sindaco Virginia Raggi sia disposta ad un accordo coi costruttori mirato ad una riduzione delle cubature. Ma sull’accordo, perché di questo di tratterebbe, non si conoscono ne termini ne quantitativi. Aspetti che in ogni caso non supererebbero il problema del vincolo e del rischio idrogeologico più volte evidenziato anche da istituzioni scientifiche e tecniche. E forse, ci permettiamo, è proprio in queste tristi giornate che le istituzioni Comune di Roma, Città Metropolitana (o Provincia) e Regione Lazio devono (!) fare una seria riflessione sul concetto di autorizzazioni rilasciate e sicurezza del territorio.

Secondo il comitato questa operazione rappresenta un vero e proprio tradimento del mandato elettorale della Raggi per il quale ha raccolto consensi, moltissimi aggiungiamo noi, proprio nelle aree interessate dall’operazione “Stadio”.

Il Comitato Tor di Valle coi comitati di quartiere e Legambiente sono sul piede di guerra con una serie di iniziative di contrasto. Tra queste un sit-in presso l’assessorato urbanistica di Roma venerdì 27 gennaio alle ore 17,00, oltre ad una serie di iniziative di contrasto. Poche le voci istituzionali contrarie, tra queste quella di Stefano Fassina (Sinistra per Roma) e dell’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Quest’ultimo ben in odore di essere dimissionato dall’agire contraddittorio della Raggi. Se così fosse, il risultato evidente sarebbe che coloro che difendono il programma del Movimento 5 Stelle vengono fermati dai comportamenti del sindaco, mentre quelli che non lo fanno vengono fermati dalla magistratura.

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