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Il sorriso di Gabriele illumina ancora la Balduina

«Papa Francesco ha pregato per Gabriele questa mattina».

È così che il vice parroco della chiesa Pio X alla Balduina ha esordito di fronte a migliaia di presenti, familiari, amici e sconosciuti, che da ogni parte di Roma sono giunti oggi alle 14 per un ultimo saluto a Gabriele Simonacci, il 28enne titolare del locale Argot, in via dei Cappellari, deceduto a Roma, all’alba del 5 febbraio, in un incidente stradale su Corso Vittorio Emanuele.

«Gabriele non ha smesso di esistere, è dall’altra parte che ci guarda e vede tutti noi da un’altra prospettiva, la stessa di Gesù, ma non smetterà mai di vegliare su sua figlia Sofia, sulla sua compagna Mariateresa e sugli amici e familiari». Un dolore composto: occhi lucidi e un sorriso mesto per la madre Olimpia, il padre Cesare, il fratello Fabrizio e i due amici fraterni, Gianluca Melpha e Francesco Bolla, in segno di rispetto per la volontà di Gabriele, il cui sorriso era un inno alla vita.

Ed è appunto lo scintillio dello sguardo e la sua allegria contagiosa che tutti ricordano. Il suo maestro di scuola, che lo omaggia per la sua disponibilità e la sua voglia di fare; un’amica del parchetto dei cani, che cita il suo amore per il suo cane Blu e per tutti i beniamini a quattro zampe; il suo socio e fratello di cuore Francesco Bolla che lo definisce “il collante del gruppo” e infine il padre che chiama “suoi” altri due figli: gli amici e soci Francesco Bolla e Gianluca Melpha, e rinnova la promessa d’amore e sostegno nei confronti della sua nipotina Sofia e per Mariateresa Riccio, compagna di Gabriele.

E sono davvero tanti gli amici della famiglia Argot, in piedi dentro e sulle scalinate della chiesa Pio X, incuranti della pioggia, per dire ancora ciao a Gabriele, chi con un fiore, chi con una foto, chi con un abbraccio ai suoi cari. Tra loro: Massimo, “il factotum” della security, che rammenta la festa per il compleanno di Gabriele all’Argot il 15 febbraio; il compositore e discografico Simone Bacchini, che ha allestito in suo onore per il 10 febbraio una rassegna rock-folk-blues con artisti nazionali e internazionali; Haifa, la sua sorellina spirituale, che ha aiutato a riaprire le porte dell’Argot, insieme ai due soci e al resto della squadra: Andrea, Gianluca II, Gabriella, Shamin e Saijb.

E non manca la solidarietà e la commozione neppure tra gli amici barman accorsi oggi, occhiali scuri e sguardo dimesso. In tanti chiusi domenica 5 per lutto, come Riccardo Marinelli del Jerry Thomas, e che numerosi hanno partecipato alla riapertura dell’Argot, per commemorare Gabriele, tra sorrisi e cocktail, davanti e dietro al bancone. Un tributo fotografico in suo onore anche all’apertura della manifestazione Boot camp Barman experience 2017 in Sicilia: un abbraccio virtuale da tutta la categoria dei bartender, unita nel ricordo da Nord a Sud.

“L’Amore è cieco e la Follia l’accompagna sempre”. Così è scritto nell’“Invito della follia”, la fiaba che tanto era cara a Gabriele ed è proprio un amore autentico quello che ha suscitato in tutti quelli che gli sono stati vicini, e tanto caro è il ricordo che il suo sorriso volerà alto in cielo, sempre più su, per rallegrare anche gli angeli.

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