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Ambra Jovinelli. “Dal vivo sono molto meglio”: cinquanta sfumature della Minaccioni

ROMA – Paola Minaccioni è senza dubbio un’attrice talentuosa ed eclettica, capace di trovare la sua dimensione sia in televisione, sia al cinema, sia sul palcoscenico di un teatro: dal Globo d’Oro come miglior attrice non protagonista per Magnifica Presenza al Nastro d’Argento nella stessa categoria con Allacciate le cinture, dalle pièce di Brecht agli spettacoli con Lillo & Greg, passando per la radio con la trasmissione Il ruggito del coniglio.

E se la sua cifra distintiva potrebbe essere individuata in una comicità brillante e irriverente, degna di nota è anche quella capacità trasformistica da cui sono scaturiti i numerosi personaggi di cui via via ha vestito i panni. Chi meglio di lei, allora, poteva cimentarsi con una delle domande più ricorrenti e profonde della storia del pensiero umano, vale a dire “Chi siamo davvero?”.

È proprio affrontando questa tematica che Paola Minaccioni sale sul palco del teatro Ambra Jovinelli di Roma, per la chiusura della stagione 2016/2017. Lo fa con Dal vivo sono molto meglio, uno spettacolo scritto di suo pugno insieme ad Alberto Caviglia e Claudio Fois, e caratterizzato da un’approccio divertente e divertito. In una sorta di percorso liberatorio a metà tra il flusso di coscienza e la serata di cabaret, Paola sceglie di raccontarsi proprio attraverso i suoi personaggi nati in televisione, al cinema o alla radio: la poetessa intellettuale e un po’ snob, la hostess che ha paura di volare, la social network – dipendente, la venditrice surreale, l’arzilla vecchietta. Tutte si alternano sul palco, e in ciascuna, avverte l’attrice, ha messo una parte di sé. 

Ma accanto a questa carrellata di sfaccettature legate da una strana ricerca identitaria, c’è anche un altro filo conduttore. Ciascun personaggio, infatti, porta in scena le ossessioni, le nevrosi, gli eccessi e gli imbarazzi dell’epoca in cui viviamo. Una sorta di “bestiario” della contemporaneità, dove la risata e la comicità sono protagoniste indiscusse, ma celano sempre qualcos’altro, un’immagine appena accennata di ciò che alla fine siamo un po’ tutti, nel bene e nel male. E infatti Paola Minaccioni dà il meglio di sé nelle parti improvvisate, quando scende dal palcoscenico per interagire con gli spettatori. Si mette un po’ dalla loro parte, si racconta, e crea un’empatica assonanza incardinata sulle piccole vicende del quotidiano, per poi risalire sul palco e indossare una delle sue tante maschere, mentre la musica della dj Lady Coco le costruisce attorno un’atmosfera appropriata.

Il mix funziona, e lo spettacolo, pur muovendosi nel solco di una domanda impegnativa, mantiene un piacevole tono leggero, puntando prima di tutto sull’ironia. La bravura di Paola Minaccioni emerge con decisione, divertendo e intrattenendo in modo efficace. Tanti i momenti riusciti, pur non mancando qualche passaggio che appare un po’ più debole. Ma alla fine l’equilibrio dello spettacolo non ne è intaccato, grazie a una comicità che riesce sapientemente a misurarsi anche con territori spesso tabù, come l’omosessualità, gli stereotipi etnici o quelli regionali. Quasi a voler dire che il non prendersi sul serio è forse uno dei segreti di questa epoca, in cui anche una domanda cruciale come “Chi siamo veramente?”, si fa strada nelle nostre coscienze perché la leggiamo sul cartoncino pubblicitario di una confezione di tisane.

Dal vivo sono molto meglio

Con: Paola Minaccioni

Scritto da Paola Minaccioni con Alberto Caviglia e Claudio Fois.

Musiche di Lady Coco

Regia di Paola Rota

Costumi: Ursula Patzec

Foto: Fabio Lovino

Fino al 30 aprile 2017

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21:00 – domenica ore 17:00 – sabato 22 aprile doppia replica alle ore 16:30 e 21:00

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Via Guglielmo Pepe 43/47 – Roma

Info: 06 83082620 – 06 83082884

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