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Il primo romanzo sulla droga pubblicato in Italia nel 1976 dall’editore Vangelista, casa editrice all’avanguardia che oggi non esiste più, è “L’erba nasce verde”, libro con cui ha esordito Bruna Alasia. E’ in vendita on line ed è entrato nei cataloghi delle maggiori biblioteche straniere, inizialmente  grazie ad un editore  che volle regalare alla “London School of Economics and Political Science” il suo archivio letterario sugli anni ’70 nel nostro paese. Oggi “L’erba nasce verde” si trova, tra l’altro, a Parigi alla Biblioteca Nazionale di Francia e alla National Library of Australia.

 Il romanzo è in presa diretta. L’autrice, allora matricola di Sociologia a Roma, per mantenersi all’università lavorava come baby-sitter presso una famiglia che abitava a due passi da piazza Navona. Lì, pur non avendo mai fatto uso di droghe, ha conosciuto coloro che ha chiamato “i ragazzi delle piazze”, in altre parole, i drogati di piazza di Spagna, piazza Navona, Campo de’ fiori, piazza Santa Maria in Trastevere.

Bruna Alasia era una giovanissima che narrava, dal di dentro, i suoi coetanei. Nella pagina iniziale sono elencate le età dei protagonisti: Gesù 24 anni, Mattia 23,  Rico e Igor 20, Annalisa, Mara e David 19, Lucio Mauro e Carla 18, Sorcio e Cinzia 17, Bethsy 16, Sonia 15, Nicoletta 14. I personaggi sono veri, figli di ricchi o di sottoproletari, uno figlio di un diplomatico,  uno di un poliziotto, tutti con una famiglia disastrata o sorda, insicuri  con un grande bisogno di affetto, privi di alternative, condannati. 

Il testo è sociologicamente interessante perché ritrae l’ambiente, i rituali, i problemi e la cultura nella quale ha avuto origine un virus diffusosi poi come epidemia. L’autrice parla di amfetamine, quando di lì a poco sarebbe arrivata l’eroina. “L’erba nasce verde” è la “scoperta di un continente” ai più passato inosservato, diventato  documento di un’epoca e di una classe di emarginati.

Bruna Alasia

L’erba nasce verde

Vangelista editore

Pag. 235

In vendita online a vario prezzo

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