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Montalbano avrebbe diffidato dei Grillini

Se Salvo Montalbano fosse un commissario di polizia in carne ed ossa, e non il fortunato protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri, e dovesse condurre un’indagine sui Grillini, così come il popolare personaggio letterario fa con i mafiosi di Vigata e dintorni, c’è da scommettere che ne diffiderebbe e alla prima occasione prenderebbe provvedimenti. 

L’ha in sostanza fatto capire l’autore, novantuno anni lucidamente portati, parlando agli studenti del liceo “Empedocle” di Agrigento, la sua città. Ha detto lo scrittore salito per una volta in cattedra: “I cinque stelle sono già cadaveri fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro futuro”. Parole durissime, nelle quali Camilleri ha accomunato ai Grillini anche Renzi, di cui diffida, lui che da giovane era stato un convinto militante del PCI, ora vede nel partito democratico guidato da Renzi una cosa diversa da quella delle origini.

Ma è su Grillo e compagnia che lo scrittore siciliano ha lanciato i suoi strali per mettere sull’avviso i giovani conterranei: ”Non estraniatevi dalla vita politica. E’ facile cadere nell’antipolitica, ma il populismo è la fiammata di un attimo”.  Concetti che Camilleri aveva  espressi anche a Bianca Berlinguer –  figlia di  quell’Enrico che lo scrittore conobbe personalmente – nella trasmissione Carta bianca, di cui è stato ospite insieme con la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

Una coppia decisamente male assortita. Mentre Camilleri in collegamento da casa diceva la sua sull’Italia di oggi – la politica, la capitale, l’onestà e la corruzione – la Raggi seduta in studio in attesa di essere interpellata, si guardava intorno con aria annoiata, come a dire: ma che ce l’ha con me questo vecchio?  E quando è stato il suo turno per rispondere alle peraltro ovvie, domande della Berlinguer, ha sfoggiato il solito repertorio di banalità: “Abbiano trovato una Roma allo sfascio, stiamo rimettendo le cose a posto, la colpa è tutta di chi mi ha preceduto, sto lavorando duro, in un anno di Campidoglio abbiamo ottenuto buoni risultati”. Non a caso, due giorni prima si era data un bel sette e mezzo, come voto di un anno di sindacatura. 

Un compleanno che coincide con una vicenda giudiziaria, molto imbarazzante per la prima sindaca del movimento che gridava “Onestà! Onestà!” agli avversari politici, impelagati nel pantano di “mafia capitale”. Quel processo è ancora  in corso e chissà quando finirà. Le vicenda che riguarda la Raggi è appena cominciata.

  Sorprende al riguardo il silenzio di Grillo: il sindaco di Roma numero 1 è stato in proposito colpevolmente laconico. Sulla faccenda ha speso più parole il sindaco di Roma numero 2, il giovane Casaleggio che ha preso ovviamente le difese della “virginea” Raggi, il sindaco di Roma numero 3.  Ma di tutto questo i romani cosa pensano?  Ai suoi giovani conterranei, Camilleri ha detto chiaro e tondo: diffidate. 

Il commissario Montalbano avrebbe già aperto un’indagine, prima che per lui sia tardi. Camilleri ha, infatti, annunciato ufficialmente di aver già scritto e chiuso in cassaforte l’ultimo atto del suo popolarissimo personaggio. “Il romanzo – ha detto Camilleri – uscirà quando lo decido io e sarà davvero la fine di Montalbano, la sua definitiva uscita di scena, e nessuno potrà farlo rientrare, nemmeno io”. Uno scoop di cui Bianca Berlinguer si è appena accorta, limitandosi a chiedere allo scrittore siciliano: “ E come morirà Montalbano? Chi lo ammazzerà la mafia?”.  E Camilleri con una gorgogliante risatina: “Eh sì, adesso vengo a raccontarlo lei !”.

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