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Nella sua personale crociata contro i vitalizi dei parlamentari, Luigi di Maio ha avuto l’ardire di citare Ilona Staller, la popolare Cicciolina che nel 1987 fu eletta deputata ed entrò alla Camera sedendosi afra i banchi del Partito Radicale.

Quella mattina, un fremito percorse la schiena dei deputati di ogni colore: in abito verde ampiamente scollato ma non indecente, Cicciolina salì sorridente i gradini che portavano al suo scranno e rivolse un largo sorriso soddisfatto ai presenti. Cominciava cosi la sua carriera di parlamentare che si sarebbe conclusa cinque anni dopo, nel 1992. In Parlamento Ilona Staller, nata a Budapest nel 1951, ex-miss Ungheria, avvicinata in gioventù dai servizi segreti d’oltrecortina perché facesse un po’ di spionaggio, non dette  mai scandalo: da brava radicale si occupò di carcerati, dei diritti degli animali, fu contro ogni forma di violenza e per liberalizzazione delle droghe leggere. Del resto, aveva avuto il più alto numero di voti dopo Marco Pannella. Avrebbe poi sposato uno scultore americano Jeff Koons, che oggi va per la maggiore; ne ebbe un figlio che il padre le tolse e che lei tentò di riprendersi, portandolo di nascosto in Italia dagli Stati Uniti. Per ratto di minore si prese una condanna a otto mesi di galera. 

Abita tuttora con il figlio in un appartamento sulla via Cassia, una zona dov’è popolarissima, se non altro per le abissali scollature con le quali va a fare la spesa al supermercato. Oggi 66enne, Ilona Staller ha messo su qualche chilo di troppo, ma resta sempre la radicale battagliera degli esordi. 

Il giovane vice-presidente della Camera Di Maio, che ha meno della metà dei suoi anni, l’ha citata fra gli ex-parlamentari che godono immeritatamente  di pensioni d’oro e vorrebbe togliergliela.  “Io prendo duemila euro netti al mese – gli ha replicato Cicciolina – tu ne prendi più di diecimila. Per cinque anni io sono stata in aula alla Camera ogni giorno, cosa che tu non fai. Mi hai profondamente offesa, se non  mi chiedi scusa ti querelo”. 

Ai tempi d’oro Ilona Staller chiamava tutti i suoi ammiratori “cicciolini”. Oggi Luigi Di Maio non può aspirare all’affettuoso vezzeggiativo. E non solo secondo la Staller, sono ben altri gli ex-parlamentari che andrebbero presi di mira per ben più onerosi vitalizi. Ma il giovane Di Maio forse fino a ieri ignorava chi fosse Ilona Staller. E mal gliene incolse. Da vice-presidente della Camera, oltre al congiuntivo (da non confondere con il condizionale)  e alla geografia (Pinochet stava in Cile non in Venezuela) farebbe bene a studiare anche la storia recente del Parlamento, lui che sta studiando da primo ministro. Cicciolina certo non lo voterà.  

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