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Non solo coaching: Siamo pronti ad affrontare lo tsunami digitale?

Siamo nel pieno delle sfide del mondo 4.0, una rivoluzione non solo industriale, ma anche personale e professionale.

Come corazzarsi per queste sfide che se da una parte sono molto stimolanti possono rappresentare un cambiamento radicale dei nostri valori e della visione della vita? 

Ma di cosa si tratta veramente? In una visione semplificata un nuovo mondo dove l’interconnessione tra automazione delle macchine, Internet e le sue cose”, il Cloud, i Big Data e i sistemi IT porteranno un modo di lavorare completamente nuovo nelle nostre vite. 

I processi cambiano, le tecnologie cambiano, le attività quotidiane cambiano e  i comportamenti ne conseguiranno un cambiamento.

Cosa si richiede a chi affronterà questi cambiamenti? Innanzitutto una risposta veloce alla richiesta di cambiamento (Resilienza) che conduca all’apertura verso l’Innovazione, e la capacità finale di gestire una quantità di informazioni notevole per ottimizzare i servizi utili sia in ambito sociale, che economici e industriali. 

Certo una strada stimolante e più facile per i giovani, ma per i meno giovani?

L’opportunità offerta da questo momento è indiscussa, i benefici che porterà saranno notevoli, a patto di essere disposti ad Innovare noi stessi prima che i nostri sistemi. L’innovazione deve passare per la voglia di mettersi in discussione e prepararsi con lo sviluppo di nuove capacità, competenze e conoscenze. 

Se guardiamo al nostro passato, peraltronon molto lontano, lo abbiamo già fatto! Poiché di rivoluzioni industriali ne abbiamo vissuto ben tre: la prima che impattò particolarmente il settore tessile con l’avvento di macchinari nuovi che utilizzavano la combustione di materiali fossili e il vapore, la seconda con l’avvento dell’elettricità e il petrolio, la terza con l’elettronica e il computer.  Io la terza la ricordo bene ed ero giovane e aperta a questa nuova possibilità con curiosità e voglia di esserci, ma ricordo anche la difficoltà di chi, come ad esempio mio Papà, di età abbastanza adulta, pur essendo una mente molto aperta, ebbe le sue difficoltà ad innovarsi e passare dalla macchina da scrivere all’utilizzo di un Commodore 64! Inutile sottolineare i benefici, ma la fatica di uscire dalla comfort zone anche. 

Ad oggi la rivoluzione sta nel  passare dall’idea che i sistemi non sono più solo a supporto dell’uomo nella produzione, ma le nuove tecnologie digitali, i sistemi automatizzati (Robot), il cloud e l’Internet of things (Iot), l’intelligenza artificiale saranno parte attiva della produzione di beni e servizi, attraverso l’impiego di energia rinnovabile e ottimizzandone i consumi; per fare degli esempi semplici e parlanti si fà riferimento aSmart Factory, nell’ambito indistriale e  di Smart Cities in ambito Sociale.“Smart” è la parola chiave anche per il nostro cambiamento, una parola che dà a molti di noi un senso chiaro di velocità, capacità di rinnovarsi, di calvalcare l’onda, essere pro-attivi di fronte al cambiamento. Ma ricordiamo anche che l’acronimo SMART è noto anche per definire un obiettivo: Specific (Specifico), Measurable (Misurabile), Achievable (Raggiungibile), Realistic (Realistico), Time-constrained (Con una data limite). E’ sulla velocità dei tempi in cui attueremo il nostro cambiamento che si gioca la partita. Se da una parte si ridurranno le opportunità di lavoro tradizionali, dall’altra ci sarà una crescita di professionalità diverse con skill specialistici

In particolare nelle organizzazioni e nelle aziende si tratterà di valutare piani formativi e progetti di change management rivolti all’acquisizione di competenze, conoscenze e capacità adeguate al cambiamento culturale digitale.

Oltre alle competenze tecniche che ruotano attorno al mondo digitale, a fare la differenza la saranno comunque capacità come la flessibilità, la condivisione, la creatività, la resilienza e tutte quelle che afferiscono al concetto di Intelligenza emotiva.

Una bella sfida da affrontare, ormai già partita e che tutti noi dobbiamo prepararci a raccogliere, allenandoci ad una risposta tempestiva.

“L‘autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione intellettuale della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni ufficiali per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo.” (cit. Aung San Suu Kyi)

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