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Basilicata, nuova frontiera dell’olio

L’Antico Frantoio Di Perna e il Frantoio Pace vincono la menzione d’onore al concorso “Le forme dell’olio” per packaging e visual design, nell’ambito del festival Olio Officina 2018 di Milano

MILANO – “A thing of beauty is a joy for ever” (Una cosa bella è una gioia per sempre)”, scriveva il poeta inglese John Keats. Lo hanno capito ormai anche frantoiani e produttori di olio che confezionano le loro bottiglie come opere d’arte, perché la qualità del prodotto richiede la bellezza della sua veste. A loro è dedicato, dunque, il concorso “Le forme dell’olio” riservato al packaging e al visual design applicato agli oli da olive. Organizzato nell’ambito del festival Olio Officina, che si è appena svolto a Milano dall’1 al 3 febbraio nella cornice del Palazzo delle Stelline, il concorso, giunto alla sua quinta edizione, vuole essere un omaggio e un riconoscimento alle aziende più innovative e coraggiose che hanno saputo conciliare bellezza e funzionalità. Nelle diverse sezioni “oli da regalistica”, “oli da scaffale” e “oli da viaggio” si sono distinte grandi firme ma anche nomi emergenti nel mondo dell’olio. Tra colossi come Carapelli, Monini e Bertolli, si affermano anche due aziende della Basilicata: vincono la menzione d’onore il frantoio Pace per il suo Novello e l’Antico Frantoio Di Perna per le loro bottiglie in ceramica. 

Le eccellenze italiane non si definiscono più solo per la qualità del contenuto ma anche per l’estetica del contenitore. L’olio extra vergine di oliva, dunque, si rifà il look. Nell’infinita scelta proposta dal mercato, la freschezza e la bontà dell’olio non bastano a convincere il consumatore. Pertanto si dedica sempre più attenzione ad abbigliare la veste esterna, l’involucro, l’etichetta con cui presentare il proprio olio. Perché, oltretutto, si vende anche ciò che appare. Così i produttori diventano designer alla ricerca della miglior comunicazione del proprio prodotto, specchio del territorio. Ispirate alle antiche anfore lucane, le ceramiche colorate dell’Antico Frantoio Di Perna, dunque, realizzate e dipinte a mano secondo moderni motivi che però rispettano la tradizione della ceramica di Calvello, paesino della Basilicata, sono un esempio dell’incontro di qualità e bellezza, tradizione e innovazione. Merito dell’intuito di Gianni Adamo, frantoiano di ultima generazione della famiglia Di Perna che nel 1968 iniziò a estrarre olio extravergine di oliva a Campomaggiore tra le Dolomiti lucane.

Ripensare le forme del packaging d’altronde non vuol dire dimenticare il passato, ma rivisitare la tradizione italiana del vetro o della ceramica secondo nuovi canoni estetici. Le bottiglie vincitrici della competizione, provenienti da tutta Italia, dunque, hanno disegnato la geografia dello stivale nell’oleoteca esposta durante i giorni del festival Olio Officina. Ambizioso progetto per l’affermazione della cultura dell’olio, il festival Olio Officina intende riformulare secondo nuovi e inediti linguaggi l’abituale approccio all’olio, quale condimento che nutre e impreziosisce la mente. Fondato e diretto da Luigi Caricato, oleologo, scrittore, giornalista ed editore, il festival vuole essere una bussola orientativa sull’oro verde che riporta all’attenzione le materie prime. Da qui il tema della settima edizione appena conclusa, “Io sono un albero”, dove albero è vita, legame con la terra, di cui l’olio rappresenta uno dei suoi frutti, nettare indispensabile della cultura alimentare italiana e mediterranea.

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