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Solo pochi giorni alla première, il 15 marzo di “Giudizio Universale.

Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” presso l’Auditorium Conciliazione: uno show simpatetico, sincretico, ipertecnologico, polifonico con protagonista assoluta la Cappella Sistina e la sua storia, ideato da Marco Balich, art director delle cerimonie olimpiche con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani e il supporto di un team internazionale: Pierfrancesco Favino per l’interpretazione, Sting per la colonna sonora, John Meltcafe arrangiatore di U2 e Coldplay, il coreografo e Fotis Nikolau e i costumi di Giovanna Buzzi, vincitrice dell’Oscar della Moda.

Lo spettacolo racconta la genesi della Cappella Sistina, dall’incarico ufficiale da parte di papa Giulio II a Michelangelo per la realizzazione della volta della Cappella, già affrescata dai grandi pittori del Quattrocento, sino al successivo richiamo per volontà di Papa Clemente VII, per rinnovare l’altare e ormai sessantenne realizzare il suo capolavoro: “Il Giudizio Universale”. 

Lo show è caratterizzato dall’immersività di proiezioni a 270° (ottenuti con proiettori laser di ultima generazione Panasonic) mette lo spettatore al centro, in una sorta di realtà virtuale per un’esperienza multi-sensoriale unica, che integra la performance teatrale live di attori-ballerini alla tecnologia più avanzata, che ripropone nel dettaglio le immagini video ad altissima definizione della Cappella Sistina, vagliate dai musei Vaticani. «È uno show dove la tradizione si fonde con l’innovazione: un viaggio emotivo attraverso la Cappella Sistina, che ospita ogni anno più di sei milioni di persone ». A dirlo è Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, che conferma il supporto scientifico, non solo per il materiale inerente la Cappella Sistina e il Giudizio Universale, ma anche per la “ricostruzione storica della città di Roma e del Complesso del Vaticano agli inizi del Cinquecento, per offrire risultati reali e privi di errori”. Aggiunge: «Si tratta di un live show, mai visto prima d’ora, un’esperienza dove l’arte incontra lo spettacolo, in un sofisticato sincretismo di linguaggi artistici ed espressivi ». Dello stesso parere è anche Monsignor Dario Edoardo Vigano, Prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e docente di Linguaggi dell’audiovisivo alla Luiss che ribadisce come: «L’arte sia ormai protagonista dell’industria culturale con conclamati successi al botteghino sia nel grande che nel piccolo schermo, come per “La scoperta dei Musei Vaticani”, “Caravaggio: Anima e Sangue”, “Stanotte a San Pietro con Alberto Angela». Spiega: «Si tratta di un’ ipervisione non solo oculare ma anche cognitiva, patemica per immergere lo spettatore in una temperie, in un’epoca, tra l’odore d’incenso e la sontuosità del Conclave: è come essere aggrappati alla grondaia della Cappella Sistina assaporandone la fumata bianca ».

La co-regista, la danese Lulu Helbek, italiana d’adozione racconta “come attraverso lo spettacolo multisensoriale si possa approfondire la figura artistica di Michelangelo: scultore, poeta, pittore e il suo rapporto con i due Pontefici: prima Giulio II e poi Clemente III 30 anni dopo e con l’opera, tra coscienza e consapevolezza”. Ed è proprio sulla consapevolezza della maestosità di Roma e della Cappella Sistina che insiste Pierfrancesco Favino, attore di fama internazionale, reduce dalla conduzione del Festival di Sanremo, che ha prestato la voce per interpretare Michelangelo Buonarroti, sia in italiano che nella versione inglese, con ottimi feed-back. «Da romano di nascita, molto spesso diamo per scontata la bellezza artistica di cui siamo circondati. Abbiamo questa enorme fortuna ed è assurdo quanto spesso ce ne scordiamo. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce a questa bellezza, non posso che inorgoglirmi». Aggiunge: « Ancora ricordo lo stupore della prima volta, quando visitai la Cappella Sistina con mio padre e pur non sapendo ancora leggere, sono state le immagini a parlare da sé; è questo il merito di un grande artista spiegarsi solo attraverso le immagini e Michelangelo in questo era un maestro ineguagliabile e un’anima autentica».

A raccogliere la sfida di questa bellezza racchiusa in questo spettacolo unico nel suo genere, anche Sting, artista musicista di fama mondiale, che assente alla presentazione dello show all’Auditorium Concilazione ha voluto comunque tramite videomessaggio “ringraziare di aver potuto partecipare a un esperimento così grandioso e riadattare il testo originale in latino del Dies Irae del XIII secolo insieme al suo arrangiatore, creando un nuovo chorus setting per orchestra da camera e un coro da 80 elementi, registrato a Londra”. 

Da non sottovalutare anche l’intento educativo di questo progetto che tramite l’intrattenimento intende contribuire alla formazione artistico-culturale dei ragazzi, con il sostegno della Fondazione Diana Bracco, che propone agli studenti e alle scuole italiane un’iniziativa che alla visione dello show abbini la visita guidata alla Cappella Sistina, supportata dai docenti.  «Sarei entusiasta se mio figlio mi chiedesse di vedere “Giudizio Universale” oltre ai film dei vari supereroi e se quest’esperienza artistica di artainment riuscisse a tenere i ragazzi lontano dai telefoni cellulari e più vicini all’arte» dichiara l’ideatore e regista Marco Balich.

Uno show che si prefigge di stupire, emozionare, divertire in un connubio sincretico di linguaggi e performance live e invogliare alla conoscenza e approfondimento del capolavoro della Cappella Sistina, fruibile dal 15 marzo presso l’Auditorium della Conciliazione, in via della Conciliazione n°4, a Roma.

 

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