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“Così parlò Bellavista”: un tributo al genio di Luciano De Crescenzo

«Si è sempre meridionali di qualcuno». È questo il motto di “Così parlò Bellavista”: inno alla sagacia e all’ironia partenopea, scritto dall’inimitabile Luciano De Crescenzo, in scena al Teatro Quirino di Roma sino al 3 febbraio, per la regia e adattamento del maestro Geppy Gleijeses.

Uno spettacolo allestito per celebrare il compleanno di Luciano De Crescenzo – scrittore e divulgatore di fama mondiale – dai suoi amici: attori, intellettuali e l’intera cittadinanza, per i suoi 90 anni, dando lustro a  uno dei suoi romanzi e film più noti. A promuovere il progetto, patrocinato dal comune di Napoli, il produttore Alessandro Siani, che ha corteggiato Geppy Gleijeses per mesi, per convincerlo ad accettare questa ulteriore prova, dopo i successi di “Filumena Marturano” e “Il piacere dell’onestà”.

«Luciano ha apprezzato molto la pièce, è venuto alla prova generale e ha dato il suo assenso; ed è per me una gioia immensa essere parte di questo spettacolo, in virtù dell’amicizia che ci lega». A dirlo è Marisa Laurito, nel ruolo della moglie di Bellavista, che si conferma un portento in simpatia, alleggerendo con il suo brio e la vivacità, i ragionamenti filosofici del marito. A interpretare il professore e filosofo, sempre Geppy Gleijeses, osannato dalla pubblico e dalla critica, sin dall’apertura del sipario.

Un cast d’eccezione, che annovera anche Benedetto Casillo, l’unico tra gli attori presente nel film e nella pièce nel ruolo chiave del portiere, che unirà a modo suo il nord e il sud, tra un pettegolezzo e una spiata. Non è da meno il caratterista Salvatore Misticone, impiegato in sei personaggi, tra cui la celebre scena del “cavalluccio rosso” dove interpreta il nonno del film cui rubarono la macchina, nell’attimo in cui era sceso ad acquistare il giocattolo per il nipote. «Corro da una parte all’altra per tutto lo spettacolo: si potrebbe definire piuttosto “sei personaggi in cerca di un cambio”  ironizza Misticone, che con innata comicità si destreggia in più ruoli, tutti da ridere a crepapelle.

Uno spettacolo immancabile per i nostalgici e i cultori della napoletanità verace e guascona, che inneggia alla vita, alla complicità e all’unione tra popoli e culture, in barba ai pregiudizi e alle differenze, sotto il vessillo italiano, rinominato ovunque per la sua calorosa ospitalità. 

Al teatro Quirino fino al 3 febbraio

Così Parlò Bellavista

per la regia e adattamento di Geppy Gleijeses

di Luciano De Crescenzo

Con Marisa Laurito, Nunzia Schiano, Salvatore Misticone

Geppy Gleijeses, Vittorio Ciorcalo, Patrizia Capuano

Scene Roberto Crea

Costumi Gabriella Campagna

Luci Luigi Ascione

Musiche Claudio Mattone

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