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Arriva la 39^ edizione della Festa della cipolla a Cannara. Ospite d’onore lo chef Gianfranco Vissani

Sei stand gastronomici con piatti di alta qualità, spettacoli musicali, di danza e comici 

A presentare l’evento ed illustrare alla stampa il programma, c’erano Roberto Damaschi, presidente dell’ente Festa della cipolla di Cannara, il sindaco della città Fabrizio Gareggia e la produttrice di cipolle Maria Olivia Filippucci.

Sebbene ricca di storia e cultura ( edifici mediovali, musei,chiese, scavi d’epoca romana e vari reperti archeologici), Cannara non è tra i borghi più conosciuti  dell’Umbria e non si incontrano i grandi flussi turistici, salvo a inizio settembre, quando in meno di due settimane arrivano da tutta la regione oltre 70mila buongustai per degustare i piatti a base del suo prodotto più tipico e apprezzato: la cipolla. La sua coltivazione è tutta manuale ed è sempre confezionata in trecce come ha mostrato la produttrice Maria Olivia Filippucci. Il segreto della sua dolcezza è dato dal terreno prevalentemente sabbioso-limoso di origine lacustre. Il procedimento per ottenere la certificazione Igp è in corso ma è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale ed è presidio Slow Food .

La dolcezza della cipolla di Cannara, in particolare, consente agli chef di utilizzarla in cucina in qualsiasi tipo di piatto, compresi dolci e dessert, come ha sottolineato, nel corso della presentazione nazionale dell’evento, martedì 27 agosto a Roma, il maestro Gianfranco Vissani che da alcuni anni collabora con la Festa della cipolla di Cannara ideando piatti e ricette per lo stand gastronomico ‘Al cortile antico’, attivo nei giorni della festa accanto a ‘El cipollaro’, ‘Il giardino fiorito’, ‘La taverna del castello’, ‘La locanda del curato’ e ‘Il rifugio del cacciatore’. “Per esempio – ha annunciato in anteprima Vissani –, in questa edizione abbiamo reinventato lo zuccotto toscano con colata di cipolla al balsamico e la cassata siciliana con cipolla candita. Abbi amo, inoltre, ideato un involtino di vitella farcito con cipolla e salsa di datteri, e una zuppa di cipolla con birra, groviera, uovo poché e cotechino. L’Italia ci offre un’infinità di splendide colture, come questa, che spesso neanche conosciamo”. Tanta innovazione, quindi, ma anche tradizione perché piatti i pitti più richiesti sono la pizza con la cipolla e le penne alla cipollara, una gricia con abbondante cipolla.

“La cipolla è un prodotto povero e popolare – ha spiegato Damaschi –, ma che noi abbiamo saputo reinterpretare con grande passione, rimanendo attaccati al territorio e alle tradizioni. C’è, innanzitutto, la maestria degli chef: chiunque incontro, d’altronde, mi dice che come alla Festa di Cannara non si mangia da nessun’altra parte. E poi la nostra è molto più di una sagra, è un po’ il ‘Summer jamboree’ alla cannarese. Cerchiamo, infatti, di proporre un calendario ricchissimo di eventi, di cultura e di serate di grande qualità”.

Oltre a una mostra mercato che si dipana nei vari angoli del paese, ogni sera si svolgono spettacoli musicali e di danza e si esibiscono noti comici e personaggi del mondo dello spettacolo come Massimo Bagnato e il mago illusionista Andrea Paris.. “C’è l’impegno di tutta una comunità, tant’è che abbiamo oltre 600 volontari al lavoro ogni giorno – ha spiegato il sindaco Garreggia – quest’anno in particolare ci siamo impegnati anche sui dettagli facendo massima attenzione alle materie prime e all’ambiente usando solo stoviglie compostabili e con l’abbattimento delle stoviglie di plastica. La nostra non è una sagra, ma una festa perché non identifica un prodotto ma un’intera comunità. I proventi dell’iniziativa verranno investiti in servizi per i cittadini e in iniziative di beneficenza. A fare la differenza è sicuramente questa dedizione e la grande cura dei dettagli ma non solo. Abbiamo, infatti, un territorio fantastico, con una grande tradizione francescana e in cui si possono trovare importanti siti archeologici come Urvinum Hortense, nella frazione di Collemancio.

                             Antonella Fiorito

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