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A Palazzo Barberini di Roma la mostra “Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte”

Aperta sino al 6 gennaio 2020, l’esposizione è curata da Francesca Parrilla e Massimo Pirondini, con il coordinamento scientifico di Yuri Primarosa

ROMA – La mostra è dedicata  in particolare ad esperti ed intenditori dal momento che vi è esposto un piccolo ma assai prezioso nucleo di opere che rappresentano e confermano il fecondo dialogo tra Michelangelo e i suoi seguaci. 

Fin da giovane, a Firenze come a Roma, Michelangelo realizzò numerosi disegni, piccoli schizzi e “cartonetti” che, a detta del celebre biografo Giorgio Vasari, altri pittori avrebbero “colorito”. Alcuni di questi fogli, tracciati per farne dono ad amici e collezionisti, furono realizzati dall’artista “per amore e non per obrigo”, e presentano un maggior grado di finitezza. Il grande successo di queste immagini scatenò tra i contemporanei la smania di procurarsi riproduzioni disegnate e dipinte degli originali di Michelangelo, il cui valore risiedeva più nella fedeltà al prototipo che nell’autografia. Il principale interprete fu il valtellinese Marcello Venusti che giunse a a Roma verso il 1540 e divenne il più diligente divulgatore delle invenzioni dell’ormai anziano maestro.

Le opere esposte riprendono i principali temi sacri – l’Annunciazione, l’Orazione nell’orto, la Crocifissione, la Deposizione e, ai disegni di Michelangelo riprodotti in facsimile – L’Annunciazione, il Crocifisso con due angeli dolenti, l’Orazione nell’orto degli ulivi, la Madonna del Silenzio – si affiancano le opere realizzate dai suoi più fedeli e vicini seguaci ed allievi.

Il primo focus ruota attorno all’Annunciazione di Lelio Orsi, proveniente dal museo Gonzaga di Novellara ed è accostata all’Annunciazione di Venusti della Galleria Corsini, considerata tra le più importanti testimonianze della perduta pala che il pittore lombardo aveva dipinto – a partire da un disegno di Michelangelo – per la cappella Cesi di Santa Maria della Pace. 

Si possono poi ammirare le due tavole dell’Orazione nell’orto di Venusti, e dello stesso autore la Crocifissione, risultato dell’unione di tre disegni di Michelangelo: l’esemplare presentato in mostra, di proprietà privata, si caratterizza per l’aggiunta della Maddalena ai piedi della croce, probabilmente prototipo della nota serie di composizioni con la pia donna. 

Segue, esposto al pubblico per la prima volta e proveniente una collezione privata londinese, il Cristo vivo sulla croce attribuito a Marco Pino.

Dalla Galleria Corsini arriva la Madonna del Silenzio, che i curatori della mostra, dopo un’attenta analisi hanno definitivamente attribuito all’ambito o alla bottega di Marcello Venusti. 

A concludere la mostra la Deposizione, opera poco nota di Marcello Venusti e la grande Deposizione di Jacopino del Conte della collezione Barberini, entrambi restaurati per l’occasione.

I visitatori potranno usufruire di 4 straordinarie occasioni: le visite guidate gratuite con Francesca Parrilla, co-curatore della mostra alle ore 17.00 dei giorni  sabato 19 ottobre, 16 novembre, 30 novembre, 14 dicembre,.

Per i visitatori più piccoli è previsto un ciclo di laboratori didattici dal titolo Nella bottega dell’artista, a cura e delle Associazioni culturali Zebrart e “Senza titolo” e del Dipartimento educazione e ricerca del museo. 

ORARI: martedì/domenica 8.30 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00

APERTURA AL PUBBLICO: 11 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020

GIORNI DI CHIUSURA: lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio

BIGLIETTO BARBERINI CORSINI: Intero 12 € – Ridotto 2 € (per i giovani dai 18 ai 25 anni)

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