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Sala Umberto: sold out “La piccola bottega degli orrori” in versione 2.0

Torna in scena a Roma, sino al 23 dicembre, “La piccola bottega degli orrori”, un musical di fama internazionale che incanta il teatro “Sala Umberto”  dopo quasi 20 anni di assenza, per la regia e adattamento di Piero Di Blasio.

Il protagonista è ancora come nel 1989 Giampiero Ingrassia, che calza a pennello il ruolo di Seymour, un timido garzone di un fiorista alla periferia di New York, che cambierà la sua vita grazie a una scoperta straordinaria: una piccola pianta acquistata in un negozio cinese durante un’eclissi.

Non una pianta come tutte le altre, ma un essere animato, dai boccioli lussureggianti e folti, ribattezzata “Audrey II” con lo stesso nome della ragazza di cui era innamorato, che lavorava con lui – interpretata dalla talentuosa Belia Martin – presso il negozio dell’avido Mushnik: un Fabio Canino davvero convincente seppur alla sua prima esperienza in un musical. Una pianta che crescerà sempre più forte e appariscente, procurando a Seymour di salire velocemente agli onori della cronache come “il miglior botanico dell’anno” tra interviste e inviti a conferenze, ma che non muterà la sua natura introversa, divenuta ancor più cupa a causa di un terribile segreto che lo logora dentro: un vero e proprio scotto da pagare come prezzo del suo successo.

Rispetto alla prima versione portata in scena nel 1989, il regista la definisce “2.0”, con una pianta che non è rappresentata da un oggetto inanimato (come nelle precedenti edizioni) ma da un vero e proprio attore, il fenomenale Lorenzo di Pietro in arte “Velma K”, nei panni di una drag-queen coloratissima che offre le sue fattezze per dare vita prima a un bocciolo e poi a una vera e propria pianta carnivora di aspetto stupefacente e una personalità piuttosto singolare. Suscita una certa ilarità e stupore osservare Lorenzo di Pietro irreprensibilmente immobile per quasi un’ora, prima di dispiegarsi a pieno in “Audrey II” vestita di fucsia e verde come una rigogliosissima buganvillea animata. Fenomenale è anche la sua voce, che incanta nella versione italiana della celebre “Little Shop of horrors”  con i testi arrangiati in italiano da Riccardo Di Paola per la direzione musicale di Dino Scuderi. «Possiamo definire questo musical una versione contemporanea del Dottor Faust, essendo appunto Seymour stato disposto a tutto per ottenere la fama» aggiunge “Velma K”, che sottolinea inoltre come fosse “la prima volta che si è scelto di utilizzare un vero attore piuttosto che un grande pupazzo, come nelle versioni precedenti”.

Tanto il clamore da parte del pubblico, che ha applaudito e riso di gusto per tutta la durata del musical, con entusiasmo, divertimento e goliardia. Un esperimento riuscito, quello portato in scena da Viola Produzioni, per la direzione artistica di Alessandro Longobardi, che ha convinto e rallegrato tutti i presenti, infondendo buonumore e l’idea che per una sera “come per magia, tutto diventasse possibile”. 

Dal 3 al 22 dicembre al Teatro “Sala Umberto”

“La piccola bottega degli orrori”

con Giampiero Ingrassia, Fabio Canino e Belia Martin

adattamento e regia Piero Di Blasio

libretto e musiche di Howard Ashman

musiche Alan Menken

basato sul film di Roger Corman

 

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