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Teatro Quirino: “Si nota all’imbrunire”, una commedia come rimedio alla solitudine sociale

Uno spettacolo che rimane impresso nella memoria e nel cuore “Si nota all’imbrunire” tratto dall’omonimo libro di Lucia Calamaro, che ne è ideatrice e regista, con protagonista un impareggiabile Silvio Orlando, al teatro Quirino di Roma sino al 2 febbraio.

Una pièce che riflette su un nuovo morbo della società contemporanea: la solitudine; qui intesa come difficoltà del protagonista ad alzarsi: la necessità di rimanere seduto il più possibile, come metafora della fatica di “andare verso l’altro”. Una vera e propria emergenza sociale che come spiega l’autrice non conosce né età né nazionalità. «Si tratta di una vera e propria patologia: la “solitudine sociale”; persone che manifestano una vera e propria remissione verso la vita, lasciate indietro anche dai familiari e amici perché sempre indisponibili, attestando una vera e propria fatica ad andare verso l’altro, che si manifesta, nella volontà di rimanere seduti. Un fenomeno globale che colpisce anche i giovanissimi in Giappone “Gli hikikomori”: coloro che scelgono appunto di ritararsi dalla vita sociale sino all’isolamento totale. Una vera e propria remissione nei confronti della vita che questo spettacolo si propone di rappresentare»

In questo caso il malato inconsapevole sarebbe proprio il protagonista Silvio, che pur mantenendo una certa verve e l’interesse per la musica e per i libri, rimasto vedovo si trasferisce in un paesino isolato in campagna, lontano dai tre figli e dal fratello maggiore, per confinarsi in un’apparente tranquillità confondendo sempre di più la realtà con la fantasia, senza neppure rendersene conto. Una distanza sociale resa ancor più evidente dalla visita dei figli riunitisi per celebrare il suo compleanno e commemorare il primo decennale della morte della moglie; una compagnia forzata che Silvio, da un lato apprezza perché colma quel vuoto interiore, dall’altro lo aggrava perché gli impone di muoversi e parlare, affrontando i tanti non detti che rendono ostile il suo rapporto coi figli. Esemplificativo di questa sua latente patologia è il credere di aver parlato ed esser intervenuto in un discorso, quando in realtà, aveva solo pensato di farlo, rimanendo tutto il tempo in silenzio. Una sorta di apatia che lo rende spettatore della sua stessa esistenza.

Uno spettacolo che tratta un tema importante alleggerito dalla comicità drammatica di Silvio Orlando, maestro nel suscitare ilarità anche nei toni tragici, conferendo ritmo alla recitazione e strappando risate a un pubblico coinvolto, che sembra riconoscersi nel “male della solitudine” e nelle sue numerose implicazioni. Bravi anche gli altri attori tra i quali spicca Vincenzo Nemolato, nei panni del figlio minore sognatore e introverso come il padre, abile nel passare dal registro comico al drammatico con levità e istrionismo. 

Una commedia con un finale inatteso che saprà smuovere gli animi e spronarci a diventare ogni giorno protagonisti consapevoli della nostra esistenza.

Dal 21 gennaio al 2 febbraio

Al teatro Quirino di Roma

“Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato)”

Scritto e diretto da Lucia Calamaro 

Con Silvio Orlando, Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini e Maria Laura Orlandini

Scene: Roberto Crea; costumi: Ornella e Marina Campanale; luci: Umile Vainieri

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