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Venezia 77. Classici fuori mostra. “Toni” (1934), chiude la rassegna il 30 agosto

VENEZIA – E’ il film più forte di Jean Renoir, forse il suo capolavoro, in un certo senso anticipatore del neorealismo italiano. Girato nel pieno degli anni Trenta, che videro in Francia una massiccia emigrazione dall’Italia fascista, il film è, dunque, una tragica storia d’italiani povera gente, emigranti appunti.

Il protagonista, Antonio Canova, non lo scultore ma un modesto cavapietre, arriva col treno in Provenza, ama riamato la sua affittacamere che arriva a sposare ma è attirato da una bella spagnola. Un intrico pieno di colore e di emozioni. Quando ci scappa il morto, Toni si prende una colpa non sua, ma finisce a sua volta ammazzato. 

Finale rusticano, che si dice Renoir abbia messo a conclusione di una storia vera, almeno come gliel’ha raccontata un amico commissario di polizia. L’ambiente degli emigrati italiani è descritto con rigore in un bianco e nero incisivo. Nei titoli di coda il nome Renoir ricorre tre volte: oltre al regista Jean, il fratello Claude che ha firmato la fotografia, e Marguerite che ha curato il montaggio. Dato l’argomento, il film non fu gradito dal regime fascista che non lo fece mai distribuire in Italia e mise Renoir nella lista nera dei francesi da boicottare.

Toni chiude la breve rassegna dei classici restaurati che ha receduto l’apertura della Mostra al Lido ed è in programma all’Arena Giardini il 30 agosto. 

Venezia – Arena Giardini della Biennale – 30 agosto 2020 ore 21.00

TONI di Jean Renoir

con Charles Blavette, Jenny Hélia, Célia Montalvan, Edouard Delmont;  Francia, 1935, 84’

Restauro curato da Gaumont

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