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Festa Cinema Roma 15. “La sala da musica”, il capolavoro di Satyajit Ray

“La sala da musica” – che dà il titolo a questo straordinario film del maggior regista indiano, apprezzato anche da noi se non altro perché al suo secondo film, Aparajito fu assegnato il Leone d’oro dalla Mostra di Venezia del 1957 – è quella che, nel Bengala degli anni Venti, un ricco aristocratico allestisce nel suo palazzo per organizzarvi feste eleganti riservate a un gruppo di amici.

Dopo un grave lutto in famiglia l’anfitrione chiude la sala da musica ma quattro anni più tardi, per livore contro un vicino di casa che lo aveva imitato, organizza un ultimo sfarzoso concerto, e alla fine della serata muore cadendo da cavallo. Con lui si chiude un’epoca. 

Di questo film che molti critici ritengono sia il suo capolavoro, Ray è stato oltre che regista anche sceneggiatore e produttore. E soprattutto nel personaggio del protagonista mette una particolare cura nel ritrarre le differenze di casta, in un contesto sociale di particolare rilievo, dati i tempi. Il film è perfino sfarzoso in certi momenti ma sempre con raffinato gusto per l’insieme. Il rigoroso bianco e nero valorizza il tutto, mostrandoci un Ray diverso da quello che abbiamo conosciuto nei film precedenti, dai quali questo si discosta non solo nel genere ma anche nello stile.

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