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Libri. Storie vere di cani veri. “Whisky, il cocker che ogni notte ‘finiva’ un libro”.

“Chi ha preso quel giallo che stavo leggendo io?” Il grido echeggia in tutta la casa.

A lanciarlo è Ines, la teen-ager dai lunghi capelli neri indignata che quel libro di cui voleva arrivare alla fine era misteriosamente sparito dalla libreria dello studio. “Io no, io no, io no”: tutti i componenti della famiglia negano di aver preso il libro, e giurano di non saper nulla della sua sparizione. Un giallo nel giallo, insomma. Un’altra volta è il padrone di casa ad accusare i consanguinei della sparizione di un breve saggio sull’economia mondiale che voleva portare in ufficio per studiarne alcuni passaggi. Infine, un pomeriggio, è la mamma a lanciare l’allarme: “Dov’è il mio libro sull’aerobica che avevo appena cominciato?” .

La ricorrente sparizione di libri dai ripiani più bassi dello scaffale Ikea è diventato il mistero di famiglia, i cui componenti si accusano a vicenda di essere: A) per lo meno smemorati, B) certamente disordinati e, quel che è peggio, C) dei gran bugiardi. Se ne parla a tavola quasi ogni sera, si chiede agli amici che tutti negano di aver avuto in prestito il libro sparito, si insinua che la donna a ore sia la “mano lesta” in libreria, ma nessuno osa accusarla apertamente. Insomma, hanno pensato a tutto. Tranne che al cane. Whisky è un cockerino color champagne, è in casa da alcuni anni, un tesoruccio di cane che non dà nessun fastidio: oltre alla pappa contrattuale chiede solo di uscire un paio di volte al giorno per i suoi bisognini, per il resto della giornata segue la vita di casa con grande discrezione e affetto per tutti che lo trattano giustamente come uno di famiglia. 

E se qualcuno si siede in poltrona o si sdraia sul letto per immergersi nella lettura, Whisky si accuccia ai piedi e sembra preso da un pensiero: ”Ma cosa fanno questi con quella roba in mano?” Ecco spiegato il mistero del furto dei libri. Il ladro, ma sarebbe più giusto dire, il lettore, era Whisky, il cane che di notte “leggeva” libri, non solo i gialli. Nessuno l’avrebbe mai pensato. Eppure le cose erano andate così. Quando tutta la famiglia era andata a letto, il cockerino color champagne andava nello studio, con la zampetta sfilava un libro dal ripiano più basso della libreria e prelevava un volume ogni sera. Se lo portava nella cuccia, ne sfogliava le pagine, ne mangiucchiava qualcuna peraltro senza molto piacere, poi ci si addormentava sopra.

 All’alba, prima del risveglio della casa, prendeva fra i denti il libro che, secondo lui, aveva “letto” e, come aveva visto fare tante volte dai padroni, lo depositava con grazia nel bidone della carta della raccolta differenziata dove subito il volumetto spariva fra le cartacce e i giornali vecchi già buttati. Poi cominciava la sua giornata di bravo cane di casa. Quando è stato scoperto, nessuno ha osato rimproverarlo, anzi tutti lo guardavano con ammirazione: un cane che legge libri e di notte poi! Unica precauzione: i libri ai quali si teneva di più da quel giorno furono riposti sui ripiani più alti. Fortunatamente, ben presto Whisky si stancò di leggere, preferì la televisione davanti alla quale tutte le sere si accucciava compunto, per addormentarsi poco dopo come del resto vedeva fare dai suoi padroni.

Da “20 storie vere di cani veri” di Sandro Marucci, edizioni La Quercia 2021 – 8

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