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RomaFF16. I classici. “Don Camillo e l’onorevole Peppone” di Carmine Gallone (1955)

Si dice, e non a torto, che la serie dei film di Don Camillo (quattro o cinque fra sequel e imitazioni) abbia contribuito non poco all’affermazione della Democrazia Cristiana a danno del Partito Comunista nelle elezioni degli anni del mancato sorpasso.

Indubbiamente, i racconti di Mondo piccolo di Giovanni Guareschi, ambientati nella bassa padana di cui sono protagonisti il battagliero parroco, impersonato da Fernandel, e il sindaco rosso che ha la faccia rubizza di Gino Cervi, elaborata dai truccatori fino a ottenere un’innegabile somiglianza con il compagno Stalin, emozionarono molte famiglie italiane di cui si diceva che il padre operaio votasse PCI e la madre devota casalinga mettesse la croce sullo scudo crociato. Anni lontani dai nostri, quando le idee politiche erano più chiare nella testa degli elettori e i partiti ne tenevano conto. 

Terzo film della serie aperta tre anni prima dal regista francese Julienne Duvivier, stessi protagonisti, una coppia collaudata che ha fatto la fortuna dei produttori e scrivere i tradizionali fiumi di inchiostro a critici cinematografici, politologi, sociologi e altre categorie sorprese dal fenomeno. Ogni film è figlio della sua epoca.  Ve lo immaginate oggi un film ispirato alla coppia Salvini-Meloni? Non farebbe ridere nessuno. Per fortuna c’è Checco Zalone che fa volare gli incassi, ma è tutt’un’ altra cosa.

 Sulla piazza di Brescello, comune ormai universalmente noto, due monumenti si fronteggiano, come nei film i due protagonisti in abito talare l’uno, fazzoletto rosso al collo l’altro. Le statue di don Camillo e di Peppone, periodicamente vandalizzate dai soliti imbecilli le cui madri sono sempre incinte, stanno lì a ricordare una mini-saga cinematografica di casa nostra che resiste al tempo.  I film tratti da Guareschi sono ritrasmessi sistematicamente da tutte le tv, e non c’è festival che non colga occasione di riproporli al pubblico: a quello con molte primavere sulle spalle piace rivederli, per quello giovane possono essere una piacevolissima sorpresa.

 In questo episodio, il sindaco Peppone si presenta candidato alle elezioni, ma prima deve prendere la licenza elementare che non hai mai conseguito, e va a lezione da don Camillo. L’amico-avversario non manca occasione di tentare di fare di lui una sorta di chierichetto, ma alla fine tutto si aggiusta e il grande fiume Po continua a narrare le sue storie di vita. Un film assolutamente da vedere e comunque da rivedere. 

 

Proiezione il 19 ottobre 

alle ore 18 alla Casa del Cinema 

Largo Marcello Mastroianni 1  (Villa Borghese)

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