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Teatro Quirino: Guarnieri svela il malcostume italiano nel suo “Ispettore generale”

ROMA- Al teatro Quirino si apre il sipario su un intramontabile classico: “L’ispettore generale” del drammaturgo russo Nicolaj Gogol, riadattato e messo in scena dal geniale Enrico Guarneri, che qui veste anche i panni dell’attore protagonista.

Un ruolo tutt’altro che semplice, quello del sindaco di una piccola città di provincia a sud della “Capitale”, in un’Italia borbonica, dove i vizi superano di gran lunga le virtù dei burocrati al potere. 

Una cittadinanza messa in subbuglio dalla notizia dell’arrivo8bd2ad04-4a9c-4ece-88d8-6e4c337ff324.jpg di “un ispettore generale” giunto per indagare sul “modus operandi” della classe dirigente locale, che tra clientelismo e raccomandazioni, si arricchiva a scapito della salute e del benessere della “civitas”. Alla disperazione è ridotto il sindaco, che paventa già di dover pagare con la vita la propria condotta fraudolenta e architetta con la sua giunta un sistema per accogliere e attentare all’onestà del funzionario. Tragicomica e grandemente satirica è l’interpretazione di Enrico Guarneri, che col sorriso rivela la tragicità di un sistema corrotto, che si alimenta di bustarelle e frodi. E sarà proprio di un inganno che i truffatori stessi saranno vittime, oggetto dello stesso malaffare che per professione praticavano: rendendo, assurdamente, omaggio a un esimio sconosciuto giunto in città per caso scambiatolo per l’alto funzionario nel pieno delle sue funzioni. 

Una commedia degli equivoci che diverte il pubblico e che grottescamente rivela il costume italico, oggi come allora viziato dal clientelismo e dalla smania di potere. Brillante ed esilarante è l’interpretazione di Enrico Guarneri, emblema della sicilianità autoriale, che ancora una volta si conferma il beniamino del teatro Quirino, accolto da standing ovation e da applausi senza sosta. Un’accoglienza meritata, che minimizza, dando i meriti del successo alla drammaturgia di Gogol. «Un’opera talmente ben scritta, che il mio compito è stato solo di trasporlo alle nostre latitudini, evidenziando le similitudini tra la corruzione russa e quella nostrana, lasciando emergere il lato tragicomico del costume nazionale». Un cast talentuoso accompagna Guarneri, con tanti caratteristi che ben si armonizzano nell’organicità della commedia, non perdendo la propria cifra distintiva. 

Risate e divertimento assicurati per un teatro dell’assurdo, che nel suo realismo, sembra descrivere la quotidianità delle odierne cronache nazionali in una satira senza eguali magistralmente resa. 

Al Teatro Quirino, dall’11 al 16 gennaio

“L’ispettore Generale”
Di Nikolaj Vasil’evič Gogol’
Per la regia e con Enrico Guarneri 

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