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Cannes 75. Classici: “Viva la muerte!”(1971) di Fernando Arrabal

E’ la storia di un ragazzo spagnolo di dodici anni che sul finire della guerra civile, siamo nel 1939, pur vivendo in un suo mondo irreale fatto di sogni e di fantasia, sente la mancanza del padre anarchico che è stato arrestato dai franchisti su denuncia proprio della madre.

Il ragazzo decide di affrontare la realtà e dopo la vittoria delle falangi franchiste se ne va di casa e, alla ricerca del padre, si unisce alle formazioni partigiane che operano sui monti.

 Un film crudo, violento, surrealista, dichiaratamente autobiografico, perché la vicenda del giovane Fando, il protagonista, l’ha realmente vissuta l’autore, una figura molto significativa della cultura spagnola.  Fernando Arrabal, oggi novantenne, è uomo di multiforme ingegno: drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore e pittore. Ha diretto sette film, Viva la muerte! è il primo, che non poteva non avere problemi con la censura, ma ebbe i complimenti di Luis Bunuel, di Jean Vigo, e di Roland Topor, molto amico del regista, al quale si devono i significativi disegni dei titoli di testa.

Al festival di Cannes edizione 2022 il film è presentato in una versione restaurata dalla Cinémathèque di Toulouse, realizzata con la diretta collaborazione dell’anziano autore.

con Mahadi Chaucouc, Annouk Ferjac, Nuria Expert, Ivan Enriques.

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