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Teatro Parioli, ritorna Massimiliano Bruno con “lo stato delle cose”

Tante storie tra comicità, denuncia sociale e satira

ROMA – Al teatro Parioli è in scena “Lo stato delle cose”: un’innovativa pièce di Massimiliano Bruno, brillante attore, regista e sceneggiatore di film campioni di incassi al box office italiano.

Qui nei panni sia di attore che di regista, mette in scena una commedia corale con numerosi giovani interpreti, che raccontano decine di storie che affollano la sua fantasia.

Il pretesto drammaturgico che consente alle idee di fluire liberamente e prendere vita sul palco è la ricerca di un nuovo soggetto per uno scrittore in crisi – Massimiliano Bruno in persona – alle prese con un nuovo contratto e una nuova commedia da realizzare. 

Analogamente a Pirandello in “Sei personaggi in cerca d’autore”, sono gli stessi personaggi che irrompono sul palco e raccontano le loro vicende, tirati in ballo, però, dall’assistente di Bruno, che passa in rassegna, insieme a lui, tutte le bozze in archivio, per aiutarlo nel brain-storming.

Si passa dal dramma alla commedia con nonchalance, senza tralasciare l’ironia e la satira che sono le caratteristiche fondamentali ogni “sketch”.

Si va dalla “nevrotica dei social”, che racconta l’ossessione per le story di Instagram assurta a stile di vita, alla coppietta “felice”, insieme sin dalle superiori che maschera con la gelosia un grave caso di violenza di genere; alla storia di Said, immigrato in un paese dove non sarà mai veramente integrato; alle vicende di Chepe, il “Maradona messicano” che tradisce i suoi compagni del Chapas in nome di una vita migliore nella “Liga spagnola”. 

Non mancano neppure i racconti goliardici: come “la zona d’ombra”, che mette in scena il disagio che coglie i single alle tre di notte e che può placarsi soltanto con sesso casuale o con un pieno di carboidrati dal “paninaro” di turno, per ritrovarsi poi il giorno successivo, al punto di partenza, con il medesimo “vuoto” da colmare…

Esilarante sono, inoltre, le storie della ninfomane e dell’ossessiva violenta: due donne tanto diverse quanto simili, entrambe estremamente bisognose di vicinanza e contatto fisico… Ciascuna a modo proprio…Bravissime le giovani attrici che con un tono spassoso e ritmato conquistano le simpatie del pubblico, con innata comicità e monologhi d’impatto. 

Colpisce e commuove la storia di “P” che si sintetizza nel suo incipit: “Le cose veramente pericolose non si possono toccare” e il racconto biografico di Bruno, che ripercorre gli ultimi anni di vita col padre, caratterizzato da interminabili partite di calcio e lauti pranzi calabresi. Tante storie che si alternano ad altrettante citazioni memorabili, tra le quali spiccano quelle dello sceneggiatore Mattia Torre, di Zero Calcare e persino di Tiziano Ferro. 

Uno spettacolo satirico e di denuncia sociale che intrattiene suscitando emozioni contrastanti, tra il riso e il pianto, sullo sfondo di un ottimo rap improvvisato dalla voce tonante di Massimiliano Bruno, il vero mattatore della serata, di nuovo al Parioli dopo 20 anni dal suo ultimo successo “Ancora un attimo” con Paola Cortellesi.

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