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«Arena Globe Theatre»: tutto esaurito per “La tempesta”, la rivisitazione eduardiana del capolavoro shakespeariano che promuove la pace

È appena calato il sipario su “La tempesta” di De Filippo presso l’“Arena Globe Theatre” di Villa Borghese. Grande è stata la partecipazione del pubblico per quest’evento esclusivo, la cui regia è stata affidata al giovane Andrea Lucchetta, sotto la supervisione di Arturo Cirillo. 

Un pubblico giovane quello che ha aderito numeroso a questa iniziativa, dall’alto valore storico e filologico. Infatti, il testo shakespeariano messo in scena è quello riadattato da Eduardo De Filippo in napoletano seicentesco e ulteriormente attualizzato da Lucchetta, per renderlo maggiormente fruibile dai contemporanei.

Lo racconta lui in persona: «Registicamente abbiamo tentato di avvicinare quanto più possibile questo testo a noi. Abbiamo tentato di trasformare tutto quello che nel testo è “magico” in giochi dichiaratamente teatrali, allontando Prospero dalla figura del “mago potente” e avvicinarlo ad una figura che ricorda “Sik Sik, l’artefice mago”(ndr, una commedia di Eduardo De Filippo): un teatrante debole e comico. Questo spunto ci ha dato l’opportunità di creare dei ritmi serrati ma non eccessivamente incalzanti: su questo, è stata fondamentale, la supervisione artistica di Arturo Cirillo. Tutto concorre a far sì che lo spettatore si diverta, senza rinunciare a pensare, ponderare, riflettere. In questo modo, speriamo di aver colto la lezione eduardiana trasfusa nell’ultimo Shakespeare. Il nostro obiettivo è: quello di raccontare l’importanza della collettività e di conseguenza l’importanza del teatro nella nostra società e nei nostri tempi».  

Emblema di questo spirito comico è il personaggio di Ariele, qui interpretato dalla briosa ed accattivante Anna Bisciari: il suo ruolo è quello dello spirito dell’aria, che presterà i suoi servigi a Prospero – naufrago deprivato con l’inganno del proprio titolo da suo fratello – affinché abbia giustizia.

Drammaticamente ben congegnato è il ruolo di Prospero, interpretato da un ottimo Massimo Odierna: un personaggio che non desidera vendetta, bensì auspicherebbe soltanto il pentimento dei notabili che lo abbandonarono sull’isola, a morte certa. Per una beffa del destino, sia suo fratello che il re di Napoli insieme alla sua claque, naufragheranno sulla sua stessa isola e potrà, finalmente, Prospero riconciliarsi con le proprie origini e garantire a sua figlia Miranda, un matrimonio regale con il principe di Napoli. Goliardico è il ruolo di Calibano: un gigantesco e buffo stregone, ridotto a schiavitù da Prospero, interpretato da un encomiabile Vincenzo Grassi, che allieterà il pubblico in spassose gag.

Una commedia che ha come tema principale: il perdono. Prospero, infatti, non consuma la propria vendetta, ma abbraccia il fratello usurpatore della sua carica, nell’incredulità generale. Come chiarisce lo stesso regista: «In questa commedia eduardiana si vuole ribadire l’importanza di mettere da parte l’ego per consolidare i rapporti umani. Si intuisce l’importanza, per Eduardo, ormai anziano, di mettere da parte i conflitti, anche col ramo della famiglia Scarpetta e riunire la famiglia nell’amore.»

Una commedia che promuove la pace: la quiete dopo “La tempesta”. In una parola: imperdibile.

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