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A colloquio con Roberto Michelangelo Giordi: cantautore e scrittore al debutto teatrale con “L’infinito dei campi di grano”

Debutta il 22 marzo a Napoli, presso il Teatro Instabile “L’infinito dei campi di grano”: uno spettacolo diretto e ideato da Giancarlo Moretti che vede la partecipazione del cantautore e scrittore Roberto Michelangelo Giordi e dell’attore Michelangelo Nari, nei panni del protagonista. Liberamente tratto dall’antologia narrativa: “Aliene sembianze” dello stesso Giordi, lo spettacolo – adatto a un pubblico di ogni età – ripercorre i tormenti esistenziali di Giorgio, un giovane di provincia, che lotta per trovare il suo vero sé. Già reduce dal successo editoriale del suo saggio “Il bello, la musica e il potere”, incontriamo Roberto Michelangelo Giordi, per saperne di più.

Nello spettacolo teatrale: “L’infinito dei campi di grano”, Giorgio appare come una sorta di Ulisse moderno, vuoi dirci di più?

Giorgio, come Ulisse, è alla ricerca del suo posto nel mondo: nel suo cammino si rende conto, però, che la verità può risiedere soltanto nelle cose autentiche e non tanto nell’ossessiva ricerca di realizzazione di un sogno. 

A chi consiglieresti questa pièce?

È uno spettacolo adatto a tutti, ma ancor di più agli adolescenti, che da questa visione potrebbero apprendere che il viaggio è fondamentale soprattutto per ritrovarsi e capire quale strada intraprendere nella vita e quali sogni inseguire. 

A che tipo di viaggio ti riferisci: interiore o esteriore?

Mi riferisco ad entrambi, il viaggio fisico corrisponde sempre anche al viaggio all’interno di noi stessi, aprendo la mente alla novità e il cuore verso nuovi orizzonti inesplorati.

Che ruolo interpreterai in scena?

Interpreto le voci della coscienza di Giorgio, dei suoi fantasmi, ma anche delle persone a lui care. Attraverso monologhi e dialoghi, suonate al pianoforte e canti raccontiamo il viaggio di formazione del nostro protagonista: un’esplorazione che saprà emozionare e incuriosire lo spettatore.

Com’è nato questo spettacolo?

Il testo teatrale è liberamente tratto dal mio libro di racconti fantascientifici: “Aliene sembianze” che ho pubblicato nel 2022. Giancarlo Moretti, che è l’autore e il regista dello spettacolo, ha selezionato quattro dei racconti della mia antologia, trasponendo le storie e i caratteri in un testo drammaturgico, dando così vita ad un’unica narrazione. 

C’è qualche connessione etica implicita tra lo spettacolo e il tuo saggio “Il bello, la musica e il potere”?

Credo che una connessione tra “L’infinito dei campi di grano” e il mio saggio “Il bello, la musica e il potere” possa consistere nella medesima visione del mondo che condividiamo io e il protagonista Giorgio: entrambi animati dalla necessità di ritrovare un senso più autentico e più umano per la nostra esistenza, come creature del mondo e dell’universo intero.   

Quali saranno le prossime tappe della tournèe?

Il debutto a Napoli il 22 marzo presso il Teatro Instabile; le successive repliche saranno: a Roma l’11 aprile al Teatro Trastevere; Milano il 12 aprile; Firenze il 18 aprile e infine Biella il 27 aprile. Sarà una grande emozione!

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