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“Cinque continenti: 50 anni di viaggi ed esplorazioni” di Paolo Ballardini. Il vero significato di viaggiare, tra traversie e nuovi incontri

Grande Interesse ha suscitato la presentazione di “Cinque continenti: 50 anni di viaggi ed esplorazioni” di Paolo Ballardini, che si è tenuta sabato 25 gennaio presso la libreria dell’ “Angolo dell’avventura”. Si tratta di «veri e propri racconti di viaggio come ha specificato l’autore durante la presentazione dove si riflette sull’atto stesso del viaggiare e sull’importanza delle relazioni intessute con l’altro».

Ballardini ha affermato «di essere legato a questo luogo», che non è solo una libreria, ma anche una vera e propria comunità di viaggiatori nata più di 44 anni, più o meno quando lo stesso autore era “coordinatore di viaggi” per l’agenzia “Avventure nel Mondo”.

Più che di viaggi, si tratta di vere e proprie esplorazioni che Ballardini ha compiuto a varie latitudini, dall’Africa Orientale al Brasile, passando per l’estremo Oriente Russo, il Nepal, l’Isola di Komodo, la Siberia, l’Isola di Pasqua, le Maldive, il Pakistan, la California e molto altro. Per quanto riguarda l’Africa Orientale, nello specifico, l’Etiopia, Ballardini racconta «di essersi ispirato all’itinerario del Capitano Vittorio Bottego, che alla fine dell’800 tracciò la mappa del basso corso del fiume Omo, dimostrando che confluiva nel Lago Rodolfo».

Villaggi ancora ignoti sulle mappe, noti solo sulle cronache di Bottego, che appariva incuriosito dai loro usi e costumi, ma anche affascinato da popolazioni dalla prominente bellezza classica. Testimonianze fotografiche di tribù nomadi e seminomadi, che risiedevano lungo la bassa Valle dell’Omo e variopinte descrizioni dei loro monili e del loro stile di vita ancestrale. «Un fiume di 700 km con alte rapide e infestazioni malariche – ha spiegato l’autore – che fu di difficile percorrenza, tra coccodrilli e ippopotami e la mosca tse tse, oggi interdetto alla navigazione».

Ballardini si è spinto, inoltre, ai confini dell’Estremo Oriente Russo: «fino alla penisola della Kamčatka costellata di praterie vuote, gole verdi d’alberi, distese desolate di neve e picchi coperti di ghiaccio, tra tende tepee, renne, orsi, gustosi mirtilli e l’incontro con la tribù nomadi Even». Avventure straordinarie – all’ in circa 90 storie di vita vissuta – corredate da 6 carte geografiche e 120 foto originali, con lo scopo di incuriosire il lettore, per spiegare che «viaggiare non è turismo e né un divertimento, ma è un modo per crescere e apprendere insegnamenti di validità universale».

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