Dal MIT un gel che rilascia farmaci direttamente nel tessuto malato. Una tecnologia innovativa potrebbe rivoluzionare il trattamento delle infiammazioni esofagee
Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha sviluppato una nuova formulazione orale in grado di trasportare farmaci direttamente nell’esofago, superando uno dei principali ostacoli della gastroenterologia moderna: la difficoltà di somministrare terapie mirate a un organo che viene attraversato rapidamente da liquidi e medicinali.
La ricerca apre la strada a trattamenti più efficaci e con minori effetti collaterali per patologie infiammatorie come l’esofagite eosinofila e alcune manifestazioni della malattia di Crohn.
Il problema: i farmaci passano troppo velocemente nell’esofago
L’esofago rappresenta una delle aree più difficili da trattare con farmaci somministrati per via orale. Le sostanze ingerite vi transitano in pochi secondi e il rivestimento interno, costituito da un epitelio particolarmente compatto, impedisce il passaggio efficace di molte molecole terapeutiche. Per questo motivo, la maggior parte dei pazienti viene trattata con farmaci sistemici che agiscono sull’intero organismo, aumentando il rischio di effetti indesiderati.
Come funziona il nuovo gel sviluppato dal MIT
La soluzione ideata dagli ingegneri del MIT è un idrogel viscoso derivato da polisaccaridi che, una volta ingerito, aderisce temporaneamente alla mucosa esofagea formando una sottile pellicola. Questa barriera permette al farmaco di rimanere più a lungo a contatto con il tessuto da trattare.
La vera innovazione risiede però nell’aggiunta di due sali biliari — sodio chenodesossicolato e sodio colato — che favoriscono un temporaneo allentamento delle giunzioni cellulari presenti nell’epitelio esofageo. In questo modo le molecole terapeutiche riescono a penetrare più facilmente nel tessuto bersaglio, aumentando significativamente l’efficacia della terapia.
Dai test preclinici risultati promettenti
Per individuare la combinazione più efficace, i ricercatori hanno sviluppato un modello sperimentale che riproduce fedelmente la struttura dell’esofago umano. Attraverso questo sistema sono stati analizzati circa 100 composti differenti, fino a identificare la formulazione ottimale.
Le prove effettuate su modelli animali hanno dimostrato che il gel è in grado di veicolare efficacemente farmaci biologici come l’anticorpo monoclonale infliximab direttamente nell’esofago. Inoltre, le alterazioni della barriera cellulare risultano reversibili: entro tre giorni i tessuti recuperano completamente la loro normale struttura.
Meno effetti collaterali e maggiore precisione terapeutica
Uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda la possibilità di ridurre gli effetti indesiderati associati ai farmaci immunosoppressori. L’infliximab, utilizzato per numerose malattie infiammatorie e autoimmuni, può infatti aumentare il rischio di infezioni quando viene somministrato per via sistemica. La distribuzione localizzata consentirebbe invece di concentrare il trattamento dove serve realmente, limitando l’esposizione del resto dell’organismo.
Implicazioni per il futuro della medicina di precisione
La piattaforma sviluppata dal MIT potrebbe essere adattata non solo agli anticorpi monoclonali, ma anche a piccole molecole terapeutiche e ad altri farmaci biologici. Ciò potrebbe accelerare lo sviluppo di nuove cure per patologie dell’esofago che oggi dispongono di opzioni terapeutiche limitate.
Secondo i ricercatori, l’obiettivo è creare sistemi di somministrazione sempre più mirati, capaci di portare il farmaco direttamente nel sito della malattia, migliorando i risultati clinici e riducendo il carico terapeutico per i pazienti. Una prospettiva che si inserisce perfettamente nel percorso della medicina personalizzata e della drug delivery di nuova generazione.

