Tumori, nuovo farmaco sperimentale riduce il cancro nei cani

Possibile svolta anche per l’uomo. OncoFap glidotin mostra risultati promettenti nello studio dell’Università Statale di Milano pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry

Una nuova strategia terapeutica contro il cancro potrebbe aprire prospettive importanti sia per la medicina veterinaria sia per quella umana. Un team dell’Università degli Studi di Milano ha testato con risultati incoraggianti OncoFap glidotin, una molecola sperimentale capace di colpire selettivamente le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Journal of Medicinal Chemistry, rappresentano un passo significativo verso lo sviluppo di terapie oncologiche più efficaci e meno tossiche.

Una terapia mirata contro la proteina FAP

A differenza della chemioterapia tradizionale, che colpisce indiscriminatamente le cellule in rapida proliferazione, OncoFap glidotin sfrutta un meccanismo altamente selettivo.

Il farmaco utilizza il vettore OncoFap, progettato per riconoscere e legarsi alla Fibroblast Activation Protein (FAP), una proteina presente in numerosi tumori sia umani sia animali, ma praticamente assente nei tessuti sani.

Una volta raggiunto il tumore, il sistema rilascia in modo mirato il principio attivo Monometil Auristatina E (MMAE) grazie a uno speciale collegamento molecolare denominato glidotin, limitando così gli effetti collaterali sistemici.

Lo studio clinico sui cani con tumori spontanei

La sperimentazione clinica di fase I e II è stata condotta dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano su otto cani affetti da tumori spontanei, già sottoposti senza successo ad altre terapie oncologiche.

I risultati ottenuti sono particolarmente incoraggianti:

  • 7 degli 8 cani hanno completato l’intero protocollo terapeutico;
  • il trattamento è risultato generalmente ben tollerato;
  • 6 pazienti hanno mostrato una risposta clinica positiva;
  • in alcuni casi la riduzione del volume tumorale ha raggiunto l’88%.

Secondo i ricercatori, questi dati confermano il potenziale della nuova molecola e giustificano ulteriori studi sia in ambito veterinario sia nella ricerca oncologica umana.

Il modello One Health accelera la ricerca

“Questo studio dimostra come lo sviluppo di farmaci veterinari possa non solo aiutare gli animali affetti da tumori incurabili, ma anche accelerare la realizzazione di nuove cure per l’uomo”, spiega Damiano Stefanello, docente di Chirurgia veterinaria dell’Università Statale di Milano e corresponding author dello studio.

Gli studiosi sottolineano come i cani sviluppino naturalmente molte forme tumorali, condividendo con l’uomo ambiente, stili di vita e caratteristiche biologiche. Per questo rappresentano un modello particolarmente efficace nell’approccio One Health e One Medicine, che integra salute umana e animale riducendo al tempo stesso il ricorso ai modelli sperimentali di laboratorio.

Collaborazione tra Università e industria

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Philochem, azienda farmaceutica che ha scoperto e sviluppato OncoFap glidotin. Tutte le attività cliniche, diagnostiche e terapeutiche sono state eseguite presso l’Ospedale Veterinario Universitario del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, nella sede di Lodi.

I risultati ottenuti rappresentano una base solida per future sperimentazioni cliniche e confermano il valore delle strategie terapeutiche mirate nel trattamento dei tumori, con possibili ricadute importanti anche per la medicina umana.

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