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Teatro Manzoni. “L’aria del continente”, divertente storia di due solitudini

ROMA – La divertente storia di due solitudini. Si può riassumere così la rilettura fatta da Antonello Capodici de “L’aria del Continente”, commedia amara di Nino Martoglio, portata in scena per la prima volta nel 1910.

L’opera, in programma al Teatro Manzoni fino al 20 febbraio, racconta la storia del ricco possidente siciliano, Cola Duscio (il bravo Enrico Guarnieri), che va a Roma per operarsi d’appendicite. Nella Capitale, però, fa l’incontro della vita: la fascinosa, ammaliante “soubrette” Milla Milord (Patrizia Pellegrino), sedicente figlia di un ufficiale e di una baronessa. Sarà lei ad introdurre il povero Cola alla stravaganze di una presunta “emancipazione” sociale e morale. Nuovi usi, nuovissimi comportamenti, ma vecchi sospetti e vecchissime gelosie. In Sicilia, Cola scoprirà lati, segreti e comportamenti (di sé e degli altri) che lo cambieranno irrimediabilmente.

Il regista Capodici lima i connotati marcatamente siciliani del testo, compiendo un’operazione interessante. Aiutato anche dalle belle scenografie di Salvo Manciagli, che rimandano vagamente alle ambientazioni di molti quadri di De Chirico, trasporta il conflitto fra isola e continente ad un altro livello. Attraverso questo processo, infatti, trasforma la dicotomia fra isolani e continentali, in una metafora di quella pulsione caratteristica degli italiani (non solo dei siciliani), che porta a vagheggiare un “altrove ideale”, un luogo dove raggiungere la felicità. In questo clima, i personaggi diventano quasi maschere, figure dei difetti che l’autore ha voluto mettere a nudo i quest’opera.

Rinunciando ad una caratterizzazione troppo marcata delle ambientazioni e dei personaggi, Capodici trasforma “il Continente” in uno stato mentale, in una disposizione d’animo inseguita da Cola fino alla caduta nel ridicolo. L’epilogo della vicenda, infatti, è un terribile lieto fine: nonostante a trionfare sia la famiglia, il protagonista si ritrova catapultato in una situazione claustrofobica e arretrata. La battuta finale, quell’ “Andiamo a casa”, pronunciato dalla terribile sorella di Cola, Marastella (Mirella Petralia), suona come un’intimazione alla resa per il protagonista, che è costretto ad abbandonare ogni speranza di veder realizzati i suoi progetti.

Al Teatro Manzoni    di Roma
dal 25 gennaio al 20 febbraio 2011

Patrizia  Enrico
Pellegrino  Guarneri
in
L’aria del continente
Il capolavoro comico di Nino Martoglio
con
Vincenzo Volo, Cosimo Coltraro, Carmelo Di Salvo, Rosario Marco Amato,
Mirella Petralia, Nadia De Luca, Mario Sapienza, Amalia Contarini,
Pietro Barbaro, Gianni Fontanarosa, Ciccio Abela

Scene Salvo Manciagli
Costumi Carmen Ragonese e Riccardo Cappello
Audio e luci Moonlight di Riccardo Nicoloso

Regia  
Antonello Capodici

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