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Belgio da record. 250 giorni senza governo

BRUXELLES – Alla mezzanotte di oggi il Belgio batterà un record mondiale.

Sicuramente non è uno di quei record invidiabili, di cui si possa andar particolarmente fieri. Stiamo infatti parlando del 250esimo giorno di assenza di esecutivo nel paese, in questo modo strapperà anche il primato all’Iraq.
Attualmente è il Ministro delle Finanze in carica Didier Reynerders che guida il paese, i suoi poteri sono stati infatti prolungati da re Alberto II fino al primo Marzo.
Il quotidiano fiammingo De Standard ironicamente titola con “Alla fine siamo campioni del mondo”, come pure il francofono Le Soir esordisce in prima pagina con “Record battuto!”

Sicuramente però la situazione belga è paradossale, considerando che si parla di uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, e appare davvero molto seria. Il paese non potrà andare avanti semplicemente con proroghe senza trovare una soluzione alle varie controversie interne. In otto mesi infatti, dopo la caduta del governo del cristiano-democratico Yves Leterme, i partiti che fanno parte del tavolo dei negoziati (Nuova Alleanza Fiamminga, i cristiano-democratici, i Verdi da parte fiamminga, i socialdemocratici, e i Verdi da parte francofona) non sono riusciti a  trovare un accordo sulla composizione di un nuovo governo e in particolare ancora non riescono a trovare una soluzione per riformare l’assetto istituzionale del Belgio, il cui federalismo non accontenta né chi vorrebbe dare maggiore autonomia alle comunità linguistiche e alle regioni, né chi vorrebbe consegnare più poteri al livello federale. Il 13 giugno scorso si era tenuta una consultazione elettorale, dalla quale però ne era uscita una nazione profondamente divisa tra valloni del Sud e separatisti fiamminghi del Nord.

La crisi nasce dunque essenzialmente da un problema linguistico tra francofoni e fiamminghi: il confine linguistico tracciato nel 1963 ha confermato la distanza tra due paesi lontani per storia, problemi ed esigenze differenti. Al problema linguistico si aggiungono poi i  problemi economici da non sottovalutare, nonostante che il Belgio non abbia un deficit così critico come altri Paesi europei.
Il Paese si trova attualmente in una fase di stallo e in una crisi istituzionale senza precedenti. L’incertezza coinvolge e penalizza gravemente i cittadini belgi che per questo hanno dato vita a una serie di mobilitazioni. Domenica scorsa è stata organizzata, attraverso l’uso dei social network e dei telefonini, una manifestazione che ha coinvolto circa 34 mila cittadini, in cui si chiedeva a tutti i partiti di mettere da parte le loro questioni e controversie per il bene del paese. Diverse associazioni hanno dato vita a una serie di manifestazioni intitolate “rivoluzione delle patatine fritte”, a cui si sono aggiunte anche altre singolari iniziative, tra cui quella promossa dalla senatrice socialista Maleen Temmerman che ha proposto alle connazionali l’astinenza sessuale, o quella dell’attore Poelvoorde  che ha proposto a tutti gli uomini di  smettere di rasarsi in segno di protesta.

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