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“Amanda Knox”, tra le polemiche esce il film sul delitto

LOS ANGELES – Ieri sera,  negli Stati Uniti, in prima serata sul canale Lifetime,  è andato in onda il film diretto da Robert Dorhhelm ”Amanda Knox: murder on trial in Italy”, ispirato al discusso omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia nel 2007, del quale è stata accusata la Knox insieme al suo fidanzato Raffaele Sollecito e all’ivoriano Rudy Guede. 

Sollecito, dopo averne visto gli spezzoni,  si è detto “disgustato”, secondo quanto riferisce Luca Maori, suo avvocato difensore.
Nei giorni precedenti i legali avevano inviato ai produttori diverse diffide contro la messa in onda della pellicola. Non sono riusciti a bloccarlo né gli avvocati di Amanda Knox (tra cui Carlo della Vedova), né quelli di Raffaele Sollecito (l’avvocato Giulia Bongiorno). Non sono servite le proteste della Italia-USA Foundation.
Diretto dal regista austriaco trasferito  in America Robert Dornhelm, “Amanda Knox” è interpretato dalla giovane Hayden Panettiere (della serie televisiva “Heroes”), che ha il delicato compito di ritrarre Amanda, la studentessa americana trasferitasi a Perugia tramite  scambio studentesco, arrestata e accusata dell’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher. Condannata a 26 anni di prigione, Amanda è in attesa del giudizio d’appello.   25 anni sono stati inflitti a Sollecito, 16 anni di reclusione con il rito abbreviato, invece, a Rudy Guede. I tre si sono sempre proclamati estranei al fatto.

Il regista Dornhelm non conosceva il caso di Amanda prima di ricevere e accettare l’offerta di dirigere un film sulla vicenda. Il copione è stato scritto da una delle sceneggiatrici della serie Csi, Wendy Battles, che ha svolto meticolose ricerche sul caso, studiando le testimonianze e le trascrizioni dei procedimenti giudiziari. In una intervista a “La Repubblica” Dorhelm spiega che la sceneggiatura  è stata controllata parola per parola da tre avvocati, che li hanno obbligati a togliere o cambiare alcune scene al fine di evitare elementi conflittuali con il processo tuttora in corso.   “La vicenda di Amanda” – secondo il regista – “si svolge come una tragedia shakespeariana. Storia che ha affascinato  il mondo. Dalla Corea del Sud al Giappone sarebbero già stati realizzati telefilm e docudrama e perfino dei cartoni animati! Quasi un fenomeno di culto a livello globale: una bella ragazza di buona famiglia ammazza senza motivo l’amica.  Un misterioso intrigo che avrebbe destato la curiosità inquisitoria di Truman Capote.”

Dornhelm precisa che nella sua ricostruzione non c’è sensazionalismo: in sala di montaggio ha tagliato un primo piano del volto di Meredith che urla mentre sta per morire. Afferma inoltre che lo ha irritato la decisione di Lifetime di trasmettere un trailer imperniato su Amanda che impugna un coltello. “Io avevo girato quella scena per illustrare la teoria dell’accusa – spiega il regista-  con la chiara intenzione di mettere in dubbio la realtà”.

L’interesse sul film è altissimo. Dornhelm ha ricevuto minacce di ogni genere e straripano le reazioni su Twitter e Facebook: “Nessuno ha visto il film – protesta il regista-  la gente che mi accusa dovrebbe vederlo prima di giudicarmi”.

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