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Suicidi. Nasce il mondo di Lucia. Da Cosenza parte il movimento della riscossa sociale

COSENZA – Una reazione a un avvenimento scioccante. Da questo parte l’iniziativa a cui hanno dato spontaneamente origine alcune donne cosentine, rimaste impressionate dal suicidio di una ragazza di 28 anni perchè non trovava lavoro.

Lucia si è buttata dal balcone della sua abitazione lo scorso aprile a Cosenza, lasciando una bambina di due anni. Laureata in ingegneria gestionale con voto 110, era stata costretta ad accettare un lavoro sottopagato e insoddisfacente. A scuotere la società civile cosentina è stata la madre, che ha scritto una lettera in cui denuncia la situazione psicologica che ha spinto la figlia a togliersi la vita e ha parlato della meritocrazia per i giovani. Da questa lettera, che è diventata un vero e proprio manifesto, alcune donne hanno unito i commenti postati sui social network creando un gruppo che prendeva le mosse dalla manifestazione del 18 aprile a Roma. In poche ore, gli iscritti al gruppo «Il mondo di Lucia» sono stati oltre mille.

«Il suicidio di Lucia, con la lettera della madre, non è più un fatto privato ma diventa sociale», ha detto Maria Rosaria Aquino, giornalista e una delle fondatrici del gruppo «Il mondo di Lucia». Insieme a Bianca Rende, che lavora all’Università della Calabria, Anna Falcone e altri amici, ha promosso un incontro dal vivo tra i tanti aderenti al gruppo sul social network al quale hanno partecipato, inaspettatamente, oltre quaranta persone. «È comodo cliccare mi piace dal computer, ma dovevamo fare di più, vederci per contarci. Non immaginavamo che saremmo stati così tanti», dice ancora Rosamaria Aquino. All’incontro, che si è tenuto in un locale di Cosenza, hanno partecipato universitari, amici, la presidente di Federcasalinghe, due ex assessori comunali che hanno raccontato la loro esperienza sul fallimento di alcune iniziative istituzionali e tracciato la linea per un impegno futuro, l’attuale assessore alle politiche sociali del Comune bruzio, Alessandra De Rosa, che ha manifestato la disponibilità dell’amministrazione alle iniziative del movimento spontaneo. La prima sarà una fiaccolata che si terrà il 12 maggio nel centro di Cosenza.

 

L’idea che gli aderenti del gruppo «Il mondo di Lucia» vogliono far passare è che il dramma del disagio giovanile, il lavoro sottopagato e sfruttato, è comune a molti. Per questo il 12 maggio si terrà una fiaccolata che servirà come momento di riflessione su quanto accaduto e sul fenomeno in genere, alla luce anche dei numerosi recenti suicidi di parecchi imprenditori in difficoltà finanziarie. Il programma della manifestazione è ancora da definire ma nell’idea delle promotrici c’è quella di dedicare uno spazio aperto agli interventi «senza politicizzarla anche se abbiamo già avuto l’appoggio istituzionale del Comune», precisano. Verranno distribuiti bigliettini ai partecipanti e ognuno potrà scrivere il proprio pensiero e una proposta concreta che confluirà in un grande cartellone. «Chiederemo -spiegano lepromotrici- maggiore impegno da parte delle istituzioni regionali e nazionali, l’adozione di un piano straordinario per l’occupazione giovanile nel Mezzogiorno, la creazione di un osservatorio che da una parte faccia incontrare domanda e offerta di lavoro, mettendo in rete le conoscenze, e dall’altra ascolti i giovani che hanno bisogno di un supporto psicologico».

 

 «Questa non è una manifestazione sull’antipolitica, vogliamo offrire le nostre riflessioni e proposte alla Regione Calabria e soprattutto al governo nazionale», afferma Bianca Rende che è una sostenitrice della creazione dell’osservatorio. «La mamma di Lucia nella sua lettera ha parlato del merito. Noi proponiamo proprio un osservatorio del merito. Non sappiamo che è stato questo mancato riconoscimento a spingere Lucia al suicidio ma è un problema che tocca molti giovani. Abbiamo dati statistici in questo senso. Quando i giovani -spiega- terminano il loro percorso di studi, non sanno cosa fare perchè manca l’orientamento e i dati ci dicono che rinunciano a cercare lavoro perchè sono convinti che senza conoscere »qualcuno« non ne troveranno». Ciò che manca al sistema, secondo Bianca Rende, è l’ascolto. Dalle adesioni avute sul social network «si è capito che c’è tanta voglia di partecipare, noi l’abbiamo solo intercettata. Oggi -prosegue Rende- mancano i luoghi di aggregazione e questo è un altro problema. Adesso però con questa iniziativa dobbiamo traslare le proposte dal web alla realtà. L’idea dei bigliettini è la trasposizione sul piano reale». Da evento scioccante, la morte della giovane Lucia diventa occasione di riscossa della società. «Stiamo rispondendo -conclude Bianca Rende- all’invito della mamma di Lucia, che ci ha chiesto di reagire. È strano che proprio in Calabria, che è una regione che soffre tantissimo, ci siano poche iniziative e non sorgano così tanti movimenti spontanei». Il mondo di Lucia c’è.  

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