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Petrolio. 2010 anno più sicuro. Nonostante il disastro nel Golfo del Messico

ROMA – I numeri dicono: è troppo bravo. Allora, il presidente nonché amministratore delegato dà un aumento. A se stesso. E c’è poco da mugugnare.

I numeri sono numeri, parlano chiaro. Ha battuto il record. Quindi merita l’aumento. Di 200.000 dollari. Che porta il suo stipendio a 1,1 milione di dollari. Dunque, bando alle invidie, e tutti in piedi ad applaudire Steven Newman, capo della Transocean, che ha concluso il 2010 col livello di sicurezza sul lavoro più elevato nella storia della compagnia.
Scritta così la notizia appare debole. Sì, il comune mortale sbuffa. Ma così va il mondo. Il dirigente ha ottenuto certi numeri. Per questi numeri sono previsti dei bonus. Amen. Sono le regole del gioco. E’ il capitalismo.
Però. Se si aggiungessero un paio di dettagli, l’effetto della notizia sarebbe diverso.

Il ‘numero’ che ha regalato il bonus a questo Newman è ‘11’. 11 persone. Ovvero, nel 2010 ci sono state ‘solo’ 11 vittime. Il lavoro in questione è quello sulle piattaforme petrolifere. La società in questione, che festeggia tale record statistico con champagne e aumenti di stipendio, è la società leader nel mondo nel settore delle perforazioni off-shore. E’ una compagnia svizzera (ovvio, con tutti i mari che hanno). E, soprattutto, è proprietaria della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. O meglio, era proprietaria. Deepwater Horizon (quello che ne rimane) è ora a 400 metri sotto il livello del mare. Nel Golfo del Messico.
A beneficio di chi, nonostante il titolo, non avesse ancora capito: il capo della società che ha causato il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, si è dato l’aumento perché il 2010, l’anno del disastro, è stato quello con meno morti.

La Transocean è quotata a Wall Street. Per giustificare i lauti bonus concessi ad alcuni suoi dirigenti, tra i quali Newman, la società svizzera ha consegnato alla SEC (la Consob statunitense) alcuni documenti, nei quali comunicava: “Nel 2010, incluso l’incidente nel Golfo del Messico, abbiamo raggiunto un record statistico esemplare in termini di sicurezza. Secondo gli standard adottati, il 2010 è stato il nostro miglior anno per la sicurezza”.
L’infelice affermazione non ha lasciato indifferente la CNN, che ha subito chiesto lumi. E dopo qualche ora di attesa, è arrivato una risposta da parte di Newman: “Siamo coscienti che alcuni giri di parole utilizzati nei nostri documenti potrebbero essere stati poco adatti alla luce dell’incidente che ha provocato la morte di 11 lavoratori l’anno scorso e ci scusiamo. Non volevamo assolutamente sminuire l’entità di quella tragedia. Tutti a Transocean continuano a piangere la perdita di amici e colleghi”. Nel comunicato non si allude affatto ai bonus.

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