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Concerto 1 maggio. Gli artisti obbligati a non parlare del referendum. E’ protesta

ROMA – Il Comitato ‘Vota sì per fermare il nucleare’, è fortemente contrario alla liberatoria che è stata fatta firmare agli artisti del Concertone del primo maggio «e che prevede decine di migliaia di euro di multa se si parla di acqua o nucleare». «È un fatto inaccettabile – si legge in una nota del comitato che riunisce oltre 70 associazioni per il referendum del 12 e 13 luglio – che si aggiunge alla truffa in atto per scippare i referendum agli italiani. Ma aggireremo la censura: quello che non hanno potuto dire dal palco gli artisti lo hanno detto alle nostre telecamere. Le loro dichiarazioni saranno da domani sul sito www.fermiamoilnucleare.it». Secondo il Comitato, in particolare, «è inaccettabile che da una parte non sia ancora stato approvato il regolamento che governa l’informazione per i referendum, che avrebbe dovuto già essere in vigore, e dall’altra, invece, si applicano regole estemporanee e che, con ogni evidenza non rispettano il sentire degli italiani. Lo dimostrano anche le bandiere in piazza e la protesta degli artisti». Insomma, conclude la nota, «quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla libertà d’espressione degli artisti sono un’offesa inaccettabile alla libertà d’espressione e al pluralismo. Un’offesa agli italiani».

«È davvero singolare che gli organizzatori del concerto del Primo Maggio abbiano fatto firmare una liberatoria agli artisti per non farli parlare sui referendum, visto che ancora la Commissione di Vigilanza non ha varato il regolamento per la par condicio». Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che con i militanti e i dirigenti dei Verdi oggi è in piazza San Giovanni. «Si tratta di un fatto gravissimo e che dimostra come sui referendum sia scattata una censura senza precedenti – continua il leader ecologista -. Non solo il governo sta cercando in tutti i modi di scippare il diritto democratico dei cittadini di votare ai referendum ma è ormai evidente che si vuole imporre il silenzio su nucleare e acqua per non informare gli italiani». «Per questa ragione i Verdi continueranno ancora con più decisione la campagna per i referendum – conclude Bonelli -. Siamo convinti che il 12 e il 13 giugno gli italiani seppelliranno sotto una montagna di sì i trucchi e gli imbrogli che il governo sta mettendo in atto per non affrontare il giudizio democratico delle urne». Nel pomeriggio funzionari della questura hanno fatto rimuovere ad alcuni militanti fra i quali c’era anche il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio uno striscione in cui c’era scritto ‘Berlusconi imbroglione, restituiscici il referendum. Noi vogliamo votare’.

«Ci hanno fatto firmare una liberatoria per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto qui dal palco di San Giovanni. È una censura bella e buona», lo ha detto Erriquez, il leader di Bandabardò spiegando che «non siamo stati informati di quello che firmavamo perchè pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo questo è anche un nostro errore ma in questo modo si impedisce la libertà di parola». Il cantante ha spiegato di essere stato informato della questione da Ascanio Celestini che a suo dire starebbe preparando una protesta formale.

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