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Risparmiare sulla spesa in tempi di crisi è possibile. Il decalogo della Coldiretti

ROMA – Gli italiani per forza di cose sono costretti a subire la crisi e inevitabilmente anche il loro modus vivendi cambia.

Secondo la Coldiretti, che basa le sue affermazioni su un’indagine svolta dall’istituto di ricerca SWG, sei italiani su dieci avrebbero cambiato modo di fare la spesa arrivando a risparmiare anche il 50 % rispetto a prima. E senza rinunciare alla qualità degli alimenti.
Sappiamo benissimo che nelle famiglie la spesa che incide maggiormente è proprio quella dell’alimentazione.

Ecco un decalogo della Coldiretti per fare la spesa risparmiando

1) Pianificare la spesa individuando prima i prodotti che si intendono acquistare verificando poi attentamente prezzi e offerte nei diversi punti vendita. L’infedeltà al negozio o al supermarket premia nel momento di fare la spesa con il prezzo della stessa marca e confezione di spaghetti che arriva a triplicare da un negozio all’altro, quello di yogurt e birra del tutto identici che quasi raddoppiano, mentre la stessa confezione di latte cresce del 50%, secondo uno studio pubblicato sul working paper del Gruppo 2013 promosso dalla Coldiretti.

2) Scegliere prodotti locali e di stagione. In Italia l’88% delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie in termini energetici per portare gli alimenti al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali. All’impatto ambientale si aggiunge quello economico per il caro benzina che fa lievitare i costi dei prodotti importati da lunghe distanze spesso fuori stagione. Acquistare prodotti locali – sostiene la Coldiretti – garantisce inoltre una maggiore genuinità e freschezza.

3) Preferire prodotti sfusi. Le confezioni incidono fino al 30% sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani spesso più del prodotto agricolo in esse contenuto. Meglio allora comprare prodotti sfusi magari avvantaggiandosi dei distributori automatici che si stanno diffondendo nelle aziende agricole come quelli di latte fresco.

4) Tagliare le intermediazioni. In questo modo si garantisce il miglior rapporto prezzo/qualità ma si acquistano anche prodotti più freschi che durano più a lungo. L’Italia può contare su 878 mercati degli agricoltori di Campagna Amica ai quali si aggiungono 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita.

5) Coltivare un piccolo orto. Un italiano su quattro lavora nell’orto e nei terrazzi per cimentarsi oltre che nella tradizionale cura dei vasi di fiori, nella coltivazione ‘fai da te’ di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli, fave e ceci da raccogliere all’occorrenza. Una opportunità non solo per chi dispone di ampi spazi all’aria aperta ma – precisa la Coldiretti – anche di semplici terrazzi grazie all’ampia offerta di piante adatte alla coltivazione in vaso. Tra terra, piantine o semi, concime e strumenti di lavoro, l’investimento si può stimare intorno ai 250 euro per un orto di 20 metri quadrati ‘chiavi in mano’.

6) Preparare in casa pane, pasta, yogurt, conserve e confetture. E’ un’abitudine che – oltre ad essere divertente e salutare – aiuta, sostiene la Coldiretti, a risparmiare garantendosi la qualità degli ingredienti utilizzati. Una passione che sta coinvolgendo un numero crescente di italiani.

7) Non sprecare. Nonostante la crisi, circa il 30% dei prodotti alimentari acquistati finisce nella spazzatura con una tendenza all’aumento. Ad essere gettati nel bidone sono sopratutto – sostiene la Coldiretti – gli avanzi quotidiani della tavola ma anche prodotti scaduti o andati a male con frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati che si classificano tra i prodotti più a rischio. Il consiglio è quindi di verificare le scadenze nell’etichettatura, scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione ma anche di non dimenticare la cucina degli avanzi, dalle polpette alle frittate di pasta.

8 ) Riscoprire le ricette low cost della nonna. Si va dai bolliti agli spezzatini, che utilizzano tagli della carne meno conosciuti che possono essere acquistati a prezzi estremamente convenienti senza rinunciare alla qualità. I tagli meno pregiati del bovino da poter utilizzare in cucina – continua la Coldiretti – sono tantissimi, si va dal collo, taglio di terza categoria dalla carne gustosissima, ottima per bolliti o stracotti ma anche per preparare polpette e ragù alla punta di petto, taglio molto economico che può essere usato per preparare buoni arrosti ma anche gustosissimi brodi. E ancora: dal campanello, che è un piccolo taglio molto apprezzato per fare bistecche da cuocere sulla brace ma anche per spezzatini, stracotti e stufati cui aggiungere vino, pomodoro e verdure al geretto, detto anche muscolo che risulta particolarmente adatto per la preparazione di ossibuchi e stufati.

9) Acquistare in gruppo. Formare dei gruppi tra amici, parenti o vicini per effettuare la spesa settimanale consente di risparmiare sui trasporti e attraverso l’acquisto di maggiori quantità di prodotto di qualità ai mercati generali o direttamente dai produttori agricoli. In Italia sono circa 800 gruppi di acquisto solidale (Gas), un numero raddoppiato rispetto a tre anni fa.

10) Più tempo ai fornelli. In Italia si sta verificando una progressiva riduzione del tempo trascorso in cucina dove si impiega in media poco più di mezz’ora per pasto anche per effetto del boom dei piatti pronti. Cucinare in proprio secondo una analisi della Coldiretti consente di risparmiare fino a 5 volte rispetto al consumo di piatti pronti e soprattutto garantisce la qualità degli ingredienti che possono essere scelti con più cura.

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