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L’Inps decurta la pensione a invalida e chiede la restituzione dei soldi dopo 17 anni. LE FOTO

ROMA – Lei ha preso troppo di pensione e adesso oltre a decurtarla rivogliamo i nostri soldi. E’ questo nei fatti il contenuto della recente missiva perentoria che l’Inps ha inviato alla signora Luigia, una pensionata invalida di 71 anni,  la quale dopo 17 anni si è vista abbassare la cifra normalmente corrisposta. Ma non solo, perchè  tale provvedimento  ha decorso dal 1 agosto del 1994, quindi Luigia dovrà restituire all’Istituto di previdenza 11.508,29 euro. 

Come farà a sopravvivere rimane un’incognita visto che il nostro paese non brilla per le politiche del Welfare, tant’è  che, guarda caso,  a pagare  sono sempre le fasce più deboli.  La povera pensionata non ci credeva neppure, anzi quando ha aperto la busta giunta dall’INPS di Roma Monteverde Gianicolense,  ha pensato si trattasse di un piccolo aumento. La speranza si sa è l’ultima a morire, ma quando ha finito di leggere la lettera non è riuscita a trattenere le lacrime, quasi gli fosse caduto il mondo addosso. Ed è una reazione più che comprensibile, visto che la signora Luigia riceveva ogni mese dall’Istituto di Previdenza 392 euro lordi, che al netto delle trattenute diventavano 356,00. Indubbiamente cifre da fame, non certo degne di un paese democratico che si annovera tra i primi industrializzati al mondo.

Ed ora con questa improvvisa “mazzata tra capo e collo” la cifra si abbassa ulteriormente passando a 323,54 euro lordi che – come riporta la missiva – diventano 319,86 sempre al netto delle trattenute .  Peccato però che questo mese Luigia ne abbia percepito solo 300,18. Misteri matematici.  E poi arriva la ciliegina sulla torta. Alla fine della lettera compare la frase risolutrice: “Per le modalità di restituzione sarà inviata una successiva comunicazione”.

Certo ci vuole un bel coraggio a prendere di mira una pensionata di 71 anni che avrebbe potuto fare un colpo dopo la lettura di una lettera del genere, probabile frutto di una dirigenza che  ha una sensibilità davvero leggera, come la zampa di elefante. A Luigia non restano più lacrime, ma tanta rabbia perchè anche 50 euro possono fare una grande differenza per chi è sempre stato abituato a fare i conti sopravvivendo giorno dopo giorno con la cruda realtà della vita, che non è affatto un elemento trascurabile. Almeno in Italia, dove i furbi la fanno spesso franca e i deboli senza colpe si ritrovano sempre più schiacciati nella miseria nera.

D’altra parte il rapporto Inps 2010 parla chiaro. Conti alla mano, infatti, quasi la metà delle pensioni erogate non raggiunge neppure i 500 euro.  Come ha recentemente denunciato il Codacons i pensionati italiani sono i più poveri d’Europa, metà dei quali vive , anzi sopravvive, sotto la soglia della povertà a causa anche della forte pressione fiscale sempre più alta rispetto agli altri paesi. E c’è da aggiungere che in questo Paese le politiche sociali sono diventate un miraggio. Intanto Luigia aspetta una spiegazione.

 

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