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Borse: crollo degli indici in Europa e a Wall Street. E’ crisi profonda

MILANO – Seduta da dimenticare per tutte le Borse europee, che hanno bruciato 100 miliardi di euro di capitalizzazione. Particolarmente violenta la corrente di vendite nel finale, quando si è capito che Wall Street non avrebbe risollevato una giornata segnata dai record degli spread dei titoli di Stato italiani e spagnoli nei confronti dei ‘Bund tedeschi. L’indice Stxe 600, che registra l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l’1,92%, con Zurigo, chiusa alla vigilia e che quindi si è riportata sui livelli delle altre piazze azionarie europee, peggiore di seduta e in calo conclusivo superiore al 4%. Male anche Atene (-3,25%), Stoccolma (-2,54%), Milano (-2,53%) e Madrid (-2,18%), queste ultime due appesantite come di consueto dai titoli bancari.

Settore del credito che, secondo diversi operatori concentrati sui mercati europei, merita un discorso a parte: sono andate particolarmente male le banche della zona euro (-3,32% l’indice Dj stoxx specializzato) e anche quelle svizzere, mentre hanno sostanzialmente tenuto quelle inglesi, un fattore che confermerebbe la spinta dagli ‘hedge fund’ con base a Londra nella speculazione contro i Paesi considerati più deboli della zona euro. «Se la moneta unica saltasse – afferma qualche operatore – ci guadagnerebbero solo le banche con base a Londra, che si rafforzerebbe come centro non solo azionario». Solo un’ipotesi, con l’odierna seduta borsistica che si è comunque conclusa così: Ubs e Credit Suisse rispettivamente -7,7% e -7,4%, Unicredit e Intesa in calo del 5,7% e del 5,2%, Commerzbank del 4,7%. In contrasto Hsbc è cresciuta dello 0,43%, Standard Chartered dello 0,19%, Barclays ha concluso con una limatura dello 0,12%. Deboli anche i titoli delle assicurazioni e quelli delle auto dopo i dati delle immatricolazioni di luglio (-3,72% medio, Fiat -8,4%) mentre qualche acquisto si è registrato sui gruppi delle telecomunicazioni: Belgacom è ancora crescita in controtendenza (+1,17%), British telecom è salita dello 0,25% finale. Di seguito, la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: – Londra -0,97% – Parigi -1,82% – Francoforte -2,26% – Madrid -2,18% – Milano -2,53% – Amsterdam -1,41% – Stoccolma -2,54% – Zurigo -4,09%.

Crolla Wall Street

I timori di una nuova recessione e di un downgrade affondano Wall Street. Il Dow Jones chiude perdendo 265,87 punti, o il 2,2%. Si tratta dell’ottavo calo consencutivo, la seria più lunga dall’ottobre 2008. Il Nasdaq cede 75,37 punti, o il 2,8%, a 2.669,24 punti. Lo S&P 500 lascia sul terreno 32,89 punti, o il 2,6%, a 1.254,05 punti. L’oro vola a 1.660,00 l’oncia con la corsa ai beni rifugio per mettersi al riparo. L’approvazione dell’accordo sull’aumento del tetto del debito e la firma del presidente Barack Obama non allentano i timori di un deteriormaneto dell’economia. I consumi sono scesi dello 0,2%, il primo calo in due anni. E venerdì saranno resi noti i dati sull’andamento del mercato del lavoro. L’attenzione è sulla Fed e sulle misure che la banca centrale può assumere per aiutare l’economia. Secondo gli osservatori non è eslcuso il terzo round di allentamento monetario.

Nella nottata la Borsa di Tokyo amplia le perdite e vede il Nikkei cedere il 2,31%, a 9.616,99 punti: sugli scambi pesa il rafforzamento dello yen, visto che il dollaro passa di mano a quota 77,19 e l’euro a 109,38.

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