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Crisi. Per Berlusconi non sta accadendo nulla e invita: “Comprate azioni delle mie aziende”

ROMA – Per un premier come Silvio Berlusconi è normale condurre la conferenza stampa alla fine dell’incontro con le parte sociali e scherzare facendo finta che non stia succedendo nulla sui mercati finanziari. Peggio: dire che gli indici di Borsa non sono affatto importanti. “Sono cresciuto con mio padre che diceva che le Borse indicano soltanto due volte al giorno l’ora esatta, tutte le altre sono sbagliate”. Poi, con la sua solita faccia tosta, afferma: “Ho aziende in Borsa, io investirei prepotentemente nelle mie aziende che continuano a fare utili”.

Dopo aver negato l’esistenza della crisi per un anno, dopo averla ammessa sostenendo che l’Italia ne sarebbe uscita meglio di altri Paesi, ora è la volta della versione: “Non preoccupatevi troppo, anche se le Borse vanno male non succede nulla di grave”. Forse è proprio ad atteggiamenti come questi che Sergio Marchionne si riferiva ieri quando, in un’intervista, ha sottolineato come l’Italia abbia bisogno di una leadership autorevole.

Botta e risposta con Tremonti

Botta e risposta fra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sul coinvolgimento della Banca Centrale da parte dell’Italia nella gestione della crisi. Il battibecco va in scena in conferenza stampa, al termine dell’incontro con le parti sociali a palazzo Chigi. “Da agosto saremo attivi anche su questo segmento”, dice Tremonti, a proposito del confronto aperto con le istituzioni economiche internazionali. Il titolare di via XX settembre cita la Commissione europea, l’Ocse e il Fmi. “Noi saremo attivi aprendoci al confronto con queste istituzioni internazionali…”, stava dicendo Tremonti, quando Berlusconi lo interrompe: “Anche la Bce...”. Il ministro dell’Economia appare perplesso. Poi dice: “Credo sia molto importante, ma non coinvolgibile in questa fase…”. E Berlusconi, a a sua volta, ribatte: “Informabile, però, sì…”. Tremonti fa finta di nulla e prosegue a parlare, mentre il Cavaliere si gira verso alcuni collaboratori seduti in prima fila e sorride.

Di Pietro: “Berlusconi, una macchietta” 

Secondo il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, il premier Silvio Berlusconi “è una macchietta” che “mentre crollavano i mercati stava in Parlamento a votare il processo lungo”. Berlusconi non si dimetterà mai, perché, sostiene, “è come se Dracula decidesse di uscire spontaneamente dal Pronto Soccorso. È impossibile”.

Secondo il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, “anche la Bce smentisce clamorosamente l’ipocrita ottimismo di Berlusconi. Mentre il nostro presidente del Consiglio comunica urbi et orbi che la crisi non si aggraverà, Trichet dice esattamente il contrario. Ormai tutti conoscono le bugie epocali del premier ed i mercati sanno bene che questo governo non è affidabile e solido. Berlusconi faccia un atto veramente patriottico e lasci prima che l’Italia affondi con lui”.

Rossi (PD): “Berlusconi è il problema”

“Berlusconi è il problema: anche qui bisogna essere d’accordo con Marchionne, il che fa un po’ male…”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ospite oggi dell’emittente Controradio, rispondendo ad una domanda sul tema della crisi. «Questa espressione la usa Camusso, Marchionne, la usa tutta l’opposizione – ha aggiunto Rossi -. Quindi l’opposizione politica e le forze sociali chiedono che Berlusconi si faccia da parte perché, certo la crisi c’è, ma lui è ed è parte del problema: la sua scarsa credibilità, la scarsa tenuta della maggioranza, l’incapacità di presentarsi in modo autorevole al Paese, fare manovre non condivise e concertate”.

Bersani: “Stop a vacanze, se necessario”

«Dopo il dibattito di ieri c’è una preoccupazione molto forte che ci sia una drammatica sottovalutazione di quello che sta avvenendo». È la valutazione che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, fa durante l’incontro con le parti sociali per discutere di misure per la crescita. «Qualcuno ha proposto di anticipare l’approvazione di parte delle misure previste nella manovra. Non possiamo anticipare una manovra che è sbagliata e iniqua». Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, nell’incontro tra opposizioni e parti sociali, prende le distanze da chi, compreso il leader Udc Pier Ferdinando Casini, chiede l’anticipo di misure della manovra previste per gli anni successivi. «Mantenere i saldi – sostiene Bersani – ma cambiare la manovra del governo». Se il governo decide di fare interventi non ci sono vacanze che tengano – sostiene Bersani – . Noi ci saremo. Ma avviso che di decreti il governo ne ha già fatti 47, non so se i mercati crederanno al 48/o».

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