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ATAC: il passo ‘doble’dell’azienda

ROMA – Se Atac ieri è tornata sui suoi passi in merito alla sua unilaterale disdetta del contratto di secondo livello si tratta di un risultato da ascrivere non a talune organizzazioni sindacali ma alla mobilitazione dei lavoratori, i quali con la loro protesta dei giorni scorsi hanno amplificato la massiccia adesione di tutti gli autoferrotranvieri allo sciopero nazionale dello scorso 7 novembre, che a Roma ha visto adesioni fra il 65% ed il 75%.

Tuttavia l’azienda ieri ha ripreso il confronto portando in trattativa lo stesso Piano industriale 2011-2015, già fortemente criticato dall’Unione Sindacale di Base, in quanto incentrato esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro e privo di qualunque ipotesi di sviluppo del servizio e della sua qualità. Per il personale il piano di Atac prevede infatti aumento dell’orario di lavoro, straordinari obbligatori, riduzione dei riposi e della fruizione dei permessi legati alle cure parentali ed ai disabili (Leggi 53 e 104). Nessun provvedimento in esso contenuto risponde poi alle reali esigenze di mobilità di una capitale come Roma.

Nonostante tale avvio di trattativa, in cui l’azienda peraltro ha chiesto di sottoscrivere un verbale di incontro già redatto con altre organizzazioni sindacali e non riconducibile a quanto espresso da USB,  l’Unione Sindacale di Base proseguirà il confronto chiedendo pari dignità con altri tavoli e ribadendo la richiesta di modifiche al Piano industriale.

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