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Le follie complottiste di Sallusti contro il governo Monti. Se il buongiorno si vede dal mattino…

ROMA – Altro che “sostegno convinto”, altro che “senso di responsabilità”, come sempre le dichiarazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi in favore del nuovo governo Monti non solo vanno prese con le molle ma vanno tarate per un buon 80%. Se le buone intenzioni del magnate di Arcore dovessero essere misurate dai titoli di prima pagina del suo organo ufficiale “Il Giornale”, staremmo freschi.

Oggi addirittura l’informe creatura di Nosferatu-Sallusti ha partorito il complotto. Nella più pura tradizione retroscenista della impresentabile destra italiana, l’Olindo nazionale sembra essersi superato in un racconto pieno di mitologie e di toppe. Il governo di tecnocrati di Mario Monti sarebbe frutto di un complotto della grande finanza bancaria nazionale e internazionale, insomma i famosi “poteri forti”, cui già da anni la grancassa berlusconiana ricorre per giustificare le sue incredibili incapacità politiche e i presunti ribaltoni parlamentari. Secondo il quotidiano di Arcore, ad agosto sarebbe stato concepito l’infame complotto per  far cadere il legittimo governo eletto dagli italiani nella primavera del 2008 ed insediare – ovviamente, si presume, addirittura con il consenso di Giorgio Napolitano – un Esecutivo golpista, frutto delle intemerate esigenze della grande  finanza. Un piano presente soltanto nella testa pelata di Sallusti e nelle misere mitologie dei suoi redattori. Già l’invenzione di un complotto dei “poteri forti”, che in Italia sono notoriamente guidati da Mediobanca, nel cui consiglio di amministrazione siede Marina Berlusconi con il 2,06% delle azioni, è una panzana talmente eclatante che ne dovrebbero ridere anche i creduloni che ancora comprano quel quotidiano in edicola ogni mattina. Che poi i presunti “poteri forti” rovescino un governo legittimo per insediare a Palazzo Chigi un folto stuolo di ministri alcuni dei quali (come Corrado Passera con Banca Intesa) hanno foraggiato le aziende del Cavaliere di denaro fresco e a buon mercato non fa altro che rendere ancora più ridicolo lo scenario disegnato dall’house organ berlusconiano.

D’altronde, come non capire le angosce sallustiane? In qualche modo deve rispolverare la tesi del Berlusconi tradito e buttato giù non per la sua oramai acclarata incapacità di governare un Paese complesso come l’Italia ma per un disegno sovraordinato dei suoi nemici capitalisti, che puntano ad occupare le postazioni chiave dell’apparato pubblico per  promuovere interessi di parte. Nel 1994 fu la magistratura, insieme al Presidente Scalfaro e sempre ai “poteri forti” a costringerlo alle dimissioni, nel 1996 fu il capitalismo di Stato di origini demo-comuniste impersonato da Prodi, nel 2006 un complotto dei presidenti di seggio che manipolarono le schede elettorali a farlo perdere, nulla di diverso nel fatidico 2011. E’ evidente che la stampa del magnate di Arcore si sta attrezzando per dimostrare che è ancora lui il candidato in pectore per le elezioni del 2013, il pugnace condottiero dell’ordine democratico e della legalità repubblicana. Un incubo che perseguita gli italiani onesti.

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