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Spending review. Una mannaia per i servizi pubblici. Verso lo sciopero

ROMA – “Una manovra d’emergenza priva di progettualità, una mannaia per i servizi pubblici resi ai cittadini e per i lavoratori che li offrono”. Questo il primo commento di Rossana Dettori, Domenico Pantaleo, Giovanni Torluccio, Benedetto Attili e Alberto Civica, rispettivamente Segretari Generali di Funzione pubblica-Cgil, Federazione lavoratori conoscenza-Cgil, Uil-Fpl, Uil-pa e Uil-Rua, al decreto sulla spending review approvato dal Governo Monti.

“Per fare cassa si è preferita una scorciatoia, negando ogni confronto nonostante la disponibilità mostrata appena un mese fa dalle organizzazioni sindacali con la sottoscrizione di un’intesa unitaria frutto di una vera mediazione. Una disponibilità che avrebbe permesso una riforma e una revisione di spesa incisive. Siamo invece giunti alla confusa sommatoria di tagli lineari: al personale, alla spesa sanitaria, al sistema formativo, alla ricerca, alla presenza dello Stato sul territorio. Una mannaia che, dal taglio degli organici a quello ai buoni pasto, passando per un’irrazionale riorganizzazione del sistema giudiziario e un’insopportabile colpo alle autonomie locali, si abbatterà ancora una volta sulla qualità dei servizi.

Una riduzione del reddito immateriale delle persone in carne ed ossa che si aggiungerà al pesante aumento della pressione fiscale. Quanto ai lavoratori pubblici – aggiungono Dettori, Pantaleo, Torluccio, Attili e Civica – siamo di fronte alla solita operazione mediatica che punta all’odio sociale e alla riduzione dello spazio pubblico”.
“Ci si accanisce su lavoratori già penalizzati dalle manovre economiche degli ultimi cinque anni e che hanno subito pesanti perdite del proprio potere d’acquisto a causa del blocco della contrattazione. Manca invece il coraggio per colpire i poteri forti, i costi della politica, la giungla di consulenze e clientele, il sistema degli appalti e delle forniture. Le misure adottate ieri dimostrano l’inaffidabilità di un Governo che da una parte sottoscrive gli accordi con le parti sociali e dall’altra li cancella con un colpo di spugna: avvieremo un percorso di mobilitazione che dai singoli posti di lavoro giunga fino a Palazzo Vidoni per chiedere il rispetto dell’accordo sul lavoro pubblico raggiunto il 3 maggio, senza escludere – concludono i cinque Segretari generali – l’indizione di uno sciopero generale di categoria per il mese di settembre.”

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